domenica 12 ottobre 2008

CAMBIARE SI PUO’ E SI DEVE! - lettera aperta ai politici locali

Illustrissimi Signori,


consentitemi di esprimerVi da concittadino da poco residente nella vostra bella Corato, unitamente ai tanti amici del Centro Studi Politici intitolato al Maestro Aldo Moro, alcune riflessioni in ordine ai temi dell’attualità politica ed amministrativa.

Duole dover riconoscere che qui da noi c’è scarsissima consapevolezza su ciò che serve (in termini di conoscenze e competenze) per esercitare adeguatamente il ruolo di cittadino. E non ci si rende conto che se continuiamo così rischiamo l’analfabetismo politico. Ho constatato che al crescere delle competenze professionali non corrisponde sempre una maggiore capacità di occuparsi della polis. Come ben sapete e avete dimostrato nella vostra lunga militanza politica, cittadino attivo è uno capace di contribuire, con la propria attività e le proprie competenze, alle scelte che determinano le politiche; che ha iniziativa, quindi, e che possiede quella visione d’insieme e quella capacità di giudizio che permette di valutare le proposte e di prendere decisioni a ragion veduta.

Siamo convinti che la posta in gioco non è solo un nuovo quadro politico ed istituzionale ed un programma di governo fattibile, ma anche la realizzazione di un nuovo patto sociale tra i cittadini e le istituzioni, tra la società civile ed i partiti. Non si tratta solo di ascoltare gli interventi degli amministratori e dei politici e partecipare da osservatori passivi ai lavori dei consigli comunali, ma di creare una classe dirigente efficiente e capace di ricostruire il senso di una nuova convivenza democratica, all’insegna di quel cambiamento promesso che ora attende la prova dei fatti.

Vogliamo che esso si realizzi nel territorio, nei nuovi movimenti, tra la gente. Nel rapporto con le istituzioni abbiamo lavorato, e vogliamo continuare a farlo, per affermare una nuova cultura della solidarietà, della responsabilità, per i diritti e per la convivenza pacifica.

C’è l’urgenza di promuovere quella che viene opportunamente chiamata la “cultura del progetto”, abbandonando quella dell’”aggiustamento e del ritocco”. Cultura del progetto - per noi - vuol dire riscrivere il profilo di una nuova cittadinanza, avere un progetto per una Corato migliore. E’ avere chiaro che le gambe del progetto non sono solo istituzionali, ma anche sociali, amministrative, economiche.

Occorre pertanto, un impegno politico e amministrativo che coniughi efficienza e solidarietà, sviluppo e compatibilità ambientali, sociali e finanziarie. Ci sono le proposte, le energie politiche, sociali culturali ed umane per aprire un nuovo capitolo nella storia del nostro Comune.

Il progetto che vogliamo contribuire a costruire insieme a Voi ed ai vostri collaboratori, ma anche insieme ai nostri amministratori comunali è quello di un Comune in cui sia possibile crescere, studiare, lavorare, creare imprese, trovare una casa, passeggiare senza paura e senza timori per la salute, divertirsi, socializzare la vita dal condominio alle piazze, nei contenitori culturali e nel “palazzo”, essere tutelati nei propri diritti di cittadinanza e coinvolti nei processi decisionali.

Da questo progetto non possono continuare a rimanere esclusi i giovani, gli anziani e le donne. Con loro devono entrare nella politica la cultura del rispetto delle diversità, dell’accoglienza e della non violenza, rimaste per troppo tempo lontane dalle istituzioni, dai partiti e dalla politica.

Con loro, purtroppo, è rimasta fuori anche la cellula fondamentale della società: la famiglia. Una vera nuova politica non può non mettere al centro di ogni programma i bisogni della famiglia. Occorre adottare un criterio di equità tributaria che tenga conto dei carichi familiari con l’introduzione del quoziente familiare; una politica per la casa, che agevoli la formazione delle famiglie; offrire un sostegno economico alle famiglie con figli che si trovano in condizioni di indigenza.

Per le politiche sociali ci si dovrà confrontare su un progetto politico e amministrativo in cui siano affrontati i fattori di rischio, risolte le condizioni di emarginazione, di solitudine, di degrado, di mancanza di speranza in un futuro migliore presenti nella comunità nazionale e locale.

Devono essere individuate concretamente tutte le possibilità per potenziare le condizioni di convivenza pacifica, di sviluppo economico e civile. E’ più che mai necessario creare le condizioni che favoriscano lo sviluppo d’iniziative imprenditoriali coerenti con la vocazione agricola, artigianale, commerciale, industriale e culturale del nostro territorio.

Come Voi siamo convinti che questo diventa il vero banco di prova di una classe dirigente responsabile per affrontare il problema drammatico della disoccupazione.

Ma non ci potrà essere sviluppo economico se non ci sarà l’impegno comune nel garantire livelli soddisfacenti di vita per i cittadini: legalità, servizi efficienti, verde pubblico con spazi attrezzati per i bambini, quartieri periferici rivitalizzanti, centri storici risanati. La costituzione di società miste pubblico – private per accrescere le fonti finanziarie in grado di consentire la realizzazione, anche attraverso accordi di programma, può offrire un’immagine moderna di amministrazione. Istituire le “Consulte tematiche”, con particolare attenzione alle problematiche sociali e di tutela ambientale, da ascoltare in occasione della predisposizione dei bilanci di previsione e di atti d’indirizzo di particolare interesse sociale o di provvedimenti che riguardano la costituzione di servizi sul territorio.

La voglia di scommettere sulle nostre forze e sulle nostre idee è la migliore garanzia di successo per il nostro Comune.

Grazie per ciò che Vi sarà dato di compiere. Per quanto ci riguarda, preferisco concludere con le parole di un grande democratico: ”Pochi avranno la grandezza per raggiungere la storia, ma ciascuno di noi può agire per cambiare qualcosa nel mondo, e nell’insieme di tutte queste gesta sarà scritta la storia di questa generazione” (J.F.Kennedy).

Ancora infiniti auguri di buon lavoro.

Vito De Leo

Presidente del Centro Studi Politici “A .Moro”

sabato 11 ottobre 2008

SICUREZZA: NON SOLO REPRESSIONE MA ANCHE PREVENZIONE

Quasi tutti gli organi di stampa locali hanno riportato la notizia che, su iniziativa del sindaco Luigi Perrone, si è svolto il periodico vertice dei rappresentanti delle forze dell’ordine sulla sicurezza in città, cui hanno partecipato oltre ai comandanti dei diversi settori impegnati nella tutela dell’ordine e della sicurezza dei cittadini, anche l’assessore alla polizia municipale Carlo Roselli e i componenti della Sesta Commissione consiliare presieduta da Sergio Tedeschi, appositamente costituita per trattare le problematiche relative alla Sicurezza Urbana, al Controllo del Territorio e alla Protezione Civile.
Quest’ultimo, alle dichiarazioni del sindaco ha aggiunto: “E’ indispensabile incentivare l’azione di educazione alla legalità nelle scuole fra i giovani, i più esposti a rischi di devianza”. Si tratta, evidentemente, di un utile ed importante concetto di politica culturale e sociale, ripetuto più volte nelle sedi scolastiche, nei pubblici dibattiti e, ultimamente, anche nella Terza Commissione consiliare presieduta dal dott. Luigi Patruno, che sta ascoltando i dirigenti degli istituti scolastici per concertare la redazione del Piano dell’Offerta Formativa Territoriale.
In una città che visto negli ultimi tempi un’incredibile escalation della microcriminalità e della violenza, tanto da far scattare l’”allarme rosso” e costringere l’amministrazione comunale ad intensificare gli sforzi, anche di natura economica, per garantire alla collettività il più alto livello di sicurezza possibile. Ne sono prova l’istituzione del vigile di quartiere, il prolungamento fino alle due di notte dell’orario estivo dei vigili urbani, il potenziamento dell’ufficio mobile di polizia municipale, il periodico incontro con i dirigenti di tutte le forze dell’ordine.
Ma, stando alle notizie di cronaca, sembra che questi sforzi congiunti dei tutori dell’ordine e della civica amministrazione, di natura prevalentemente repressiva, non abbiano trovato sul versante della prevenzione altrettanto sostegno, in particolare da parte delle organizzazioni sociali, dei diversi ordini di scuola e delle famiglie.
Su quali dimensioni, ambiti e settori, con quali progetti e attività intendono muoversi gli attuali amministratori, il consiglio comunale, i partiti politici, il volontariato sociale, le scuole e le famiglie non ci è dato ancora di conoscere.
I problemi dei giovani, del disagio sociale, della tossicodipendenza, della microcriminalità, della prevenzione, dell’educazione alla legalità vanno affrontati globalmente e sinergicamente, essendo tutti consapevoli che il livello di vivibilità sul territorio non può far carico solo ai professionisti della sicurezza, ma deve impegnare ed occupare tutti.
Considerata, pertanto, la necessità da tutti condivisa di realizzare un’efficace opera di prevenzione contro la dispersione scolastica, l’illegalità, la devianza, il disagio sociale, la criminalità organizzata e le mafie; al fine di stabilire circuiti di comunicazione interistituzionale tra Volontariato, Scuola, Famiglia, Ente locale per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo e la realizzazione individuale e la socializzazione dei ragazzi, privilegiando l’ambiente ad essi più confacente, ovvero la famiglia, la scuola, il quartiere, la comunità cittadina, sono lieto di informare i lettori che è stata costituita anche a Corato l’Associazione contro la Criminalità per la Legalità, iscritta al registro generale delle Associazioni di Volontariato della Regione Puglia e presieduta dal sottoscritto, che ha anche chiesto l’iscrizione all’Albo delle Associazioni e che sta preparando un progetto di educazione alla legalità.
E’ giunto il momento di lavorare uniti per proiettarci in una dimensione che veda lo sforzo congiunto di tutte le realtà istituzionali; occorre un impegno comune a superare il vittimismo, a riattivare la moralità, la certezza del diritto, la stabilità delle regole e della convivenza sociale, la sicurezza della vita quotidiana.
Una spinta importante in questa direzione potrà essere data dall’impegno comune di tutte le istituzioni a porsi come difensori civici diffusi, proponendo una modifica radicale dei comportamenti individuali, sociali e politici.
Non c’è più spazio per chi immagini di rimanere chiuso nella propria torre d’avorio o limitarsi a coltivare il proprio orticello. E’ l’ora di fare nostro il motto persiano: “Spazza davanti alla tua casa e tutta la città sarà pulita”.



Vito De Leo Presidente Associazione contro la criminalità per la legalità

PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE PARTECIPATO

Ai sensi degli artt. 48 e 53 dello Statuto comunale, la V° Commissione consiliare presieduta dal Pasquale Pomodoro e formata dai consiglieri comunali Angelo Amorose, Giuseppe D’Introno, Tommaso Loiodice, Savino Maldera, Mazzilli Cataldo, Antonio Rigoletto, Francesco Stolfa e Salvatore Vernice, ha completato la redazione del Regolamento della Consulta permanente per l’Ambiente e lo Sviluppo ecosostenibile. Si tratta di un ulteriore istituto di partecipazione che va ad aggiungersi alla preesistenti Consulta Sociale e Sociosanitaria, Consulta Sport e Tempo libero, Consulta Cultura, già proposta dal Centro Studi Politici “A. Moro” e accettata dal Consiglio comunale nella seduta del 27 giugno scorso su proposta del consigliere Francesco Mazzilli (PD).

Il regolamento, formato da 12 articoli è stato concepito e strutturato per la promozione e il coordinamento delle attività indirizzate alla valorizzazione e tutela ambientale, settori di competenza dell’assessore Ignazio Salerno, che ha le seguenti deleghe: “Agricoltura, ecologia, ambiente e qualità urbana, comprendenti Rapporti con il Parco dell’Alta Murgia; Controllo sulla qualità dei servizi in materia ambientale e Ciclo dei Rifiuti; Promozione delle tipicità e produzioni d’eccellenza; Tutela dell’Ambiente e dell’Ecologia (ATO Rifiuti); Tutela della Natura e del Territorio, per il risparmio delle risorse Idriche ed Energetiche; Energie rinnovabili; Piano comunale dei Tratturi; Ricerca scientifica e tecnologica.

All’art. 2 del Regolamento sono indicate le competenze della Consulta, gli ambiti di discussione e le modalità di partecipazione dei cittadini alle attività di salvaguardia ambientale e di promozione delle forme di sviluppo ecosostenibile.

Avendo partecipato alle sedute della Commissione, che – ricordo – sono aperte a tutti i cittadini – ho anche avuto modo di apprezzare gli interventi dei consiglieri presenti e offrire il mio modesto contributo, che in questa sede intendo ulteriormente sviluppare.

Tutela ambientale, riqualificazione delle zone interessate ai fenomeni di degrado, valorizzazione del patrimonio storico – artistico – architettonico sono gli ambiti di discussione proposti più volte dall’Amministrazione comunale e, in particolare dalle associazioni Archeoclub e Legambiente. Sorprendente e sconfortante è apparsa l’informazione data dal presidente di quest’ultima Aldo Fusaro, la cui associazione ha dovuto registrare la partecipazione di soli sei cittadini all’importante iniziativa nazionale “Puliamo il mondo”, tenutasi anche a Corato il 28 settembre scorso, nonostante il contributo del Comune e la collaborazione dell’Asipu. L’appello a “prendere un impegno per il domani”, riducendo e differenziando i rifiuti nella vita di tutti i giorni è caduto nel vuoto.

Purtroppo, però, al di là di queste nobili iniziative, che vedono impegnate in modo particolare soltanto le associazioni ambientaliste e, ultimamente anche il mensile locale “Lo Stradone”, non s’ intravede ancora all’orizzonte un programma capace di innescare processi innovativi, portato avanti anche con il contributo degli operatori sociali, economici e scolastici. Manca, di fatto, un’educazione ambientale civica intesa, tra l’altro, non solo come conoscenza dei temi quali lo sviluppo sostenibile, l’ingegneria naturalistica, la qualità della vita, ma anche come capacità di “risvegliare” i cinque sensi e la sensibilità generale, contattando non in modo virtuale ma reale l’ambiente naturale antropizzato.

Il paesaggio è un territorio ed un ambiente con i segni lasciati dal mito, dalla tradizione, dalla storia, dall’arte, dall’urbanistica, dall’agricoltura, dall’archeologia. Ne consegue che il disegno politico-amministrativo degli interventi dovrà seguire un approccio che miri all’elaborazione di un progetto del territorio caratterizzato da obiettivi fissi e da una strategia di sviluppo.

Così facendo, lo sviluppo locale non viene considerato solo come una somma di azioni e di iniziative da regolamentare e da finanziare. La logica dello sviluppo locale è una logica di progetto, non una logica di sportello. Si tratta, quindi, di fare una selezione ragionata di operazioni che, dalla loro qualità e dal loro carattere prioritario riconosciuto, vanno ad innescare dei processi di sviluppo ecosostenibile del territorio di riferimento.

Sarebbe interessante se gli Amministratori comunali andassero oltre la mera presenza fisica o il piccolo contributo finanziario e individuassero, sulla scorta degli input ricevuti dalle scolaresche, dai tecnici, dagli operatori sociali, dai gruppi associativi e dalle Consulte una tipologia di temi e riflessioni specifici come quelli indicati nell’art. 2 del Regolamento prossimo venturo: tutela e valorizzazione delle risorse naturali, promozione, informazione ed educazione ambientale; mobilità sostenibile, difesa del territorio; qualità dell’aria e del terreno; qualità dell’acqua e del risparmio idrico; inquinamento elettromagnetico, acustico e luminoso; valorizzazione delle fonti di energie alternative e risparmio energetico; gestione dei rifiuti; aree protette; flora, vegetazione e fauna.

Il nostro auspicio, già formulato nella nostra precedente proposta di istituzione della Consulta per l’Ambiente e l’Ecologia, è con il Regolamento attuativo si abbia finalmente la possibilità di ampliare l’analisi delle problematiche esistenti sul campo, evidenziare le urgenze e le priorità d’intervento, concordare le metodologie, approfondire le verifiche, cogliere gli orientamenti le tensioni e le tendenze dinamiche che emergono dalla collettività, prevenire il degrado ambientale legato allo sviluppo economico che spesso non affianca alla modernizzazione e alla tecnologizzazione il rispetto delle risorse dell’ecosistema, dei suoi equilibri, della qualità della vita e della salute di tutti i cittadini.

In alcune città del circondario si stanno costituendo dei Comitati per la Salute Pubblica (CSP), che, tra le tante finalità, si propongono anche di agire in giudizio in sede civile, penale e amministrativa al fine di promuovere iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente e della salute, nonché a contrastare insediamenti inquinanti. Un’iniziativa del genere verrà presto promossa dalla neonata Associazione contro la criminalità per la legalità, che ho l’onore di presiedere. Gli interessati possono prendere contato con il sottoscritto inviando un email a deleo6844@tiscali.it.


Vito De Leo Vice-Presidente Consulta Cultura

PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE PARTECIPATO

Ai sensi degli artt. 48 e 53 dello Statuto comunale, la V° Commissione consiliare presieduta dal Pasquale Pomodoro e formata dai consiglieri comunali Angelo Amorose, Giuseppe D’Introno, Tommaso Loiodice, Savino Maldera, Mazzilli Cataldo, Antonio Rigoletto, Francesco Stolfa e Salvatore Vernice, ha completato la redazione del Regolamento della Consulta permanente per l’Ambiente e lo Sviluppo ecosostenibile. Si tratta di un ulteriore istituto di partecipazione che va ad aggiungersi alla preesistenti Consulta Sociale e Sociosanitaria, Consulta Sport e Tempo libero, Consulta Cultura, già proposta dal Centro Studi Politici “A. Moro” e accettata dal Consiglio comunale nella seduta del 27 giugno scorso su proposta del consigliere Francesco Mazzilli (PD).

Il regolamento, formato da 12 articoli è stato concepito e strutturato per la promozione e il coordinamento delle attività indirizzate alla valorizzazione e tutela ambientale, settori di competenza dell’assessore Ignazio Salerno, che ha le seguenti deleghe: “Agricoltura, ecologia, ambiente e qualità urbana, comprendenti Rapporti con il Parco dell’Alta Murgia; Controllo sulla qualità dei servizi in materia ambientale e Ciclo dei Rifiuti; Promozione delle tipicità e produzioni d’eccellenza; Tutela dell’Ambiente e dell’Ecologia (ATO Rifiuti); Tutela della Natura e del Territorio, per il risparmio delle risorse Idriche ed Energetiche; Energie rinnovabili; Piano comunale dei Tratturi; Ricerca scientifica e tecnologica.

All’art. 2 del Regolamento sono indicate le competenze della Consulta, gli ambiti di discussione e le modalità di partecipazione dei cittadini alle attività di salvaguardia ambientale e di promozione delle forme di sviluppo ecosostenibile.

Avendo partecipato alle sedute della Commissione, che – ricordo – sono aperte a tutti i cittadini – ho anche avuto modo di apprezzare gli interventi dei consiglieri presenti e offrire il mio modesto contributo, che in questa sede intendo ulteriormente sviluppare.

Tutela ambientale, riqualificazione delle zone interessate ai fenomeni di degrado, valorizzazione del patrimonio storico – artistico – architettonico sono gli ambiti di discussione proposti più volte dall’Amministrazione comunale e, in particolare dalle associazioni Archeoclub e Legambiente. Sorprendente e sconfortante è apparsa l’informazione data dal presidente di quest’ultima Aldo Fusaro, la cui associazione ha dovuto registrare la partecipazione di soli sei cittadini all’importante iniziativa nazionale “Puliamo il mondo”, tenutasi anche a Corato il 28 settembre scorso, nonostante il contributo del Comune e la collaborazione dell’Asipu. L’appello a “prendere un impegno per il domani”, riducendo e differenziando i rifiuti nella vita di tutti i giorni è caduto nel vuoto.

Purtroppo, però, al di là di queste nobili iniziative, che vedono impegnate in modo particolare soltanto le associazioni ambientaliste e, ultimamente anche il mensile locale “Lo Stradone”, non s’ intravede ancora all’orizzonte un programma capace di innescare processi innovativi, portato avanti anche con il contributo degli operatori sociali, economici e scolastici. Manca, di fatto, un’educazione ambientale civica intesa, tra l’altro, non solo come conoscenza dei temi quali lo sviluppo sostenibile, l’ingegneria naturalistica, la qualità della vita, ma anche come capacità di “risvegliare” i cinque sensi e la sensibilità generale, contattando non in modo virtuale ma reale l’ambiente naturale antropizzato.

Il paesaggio è un territorio ed un ambiente con i segni lasciati dal mito, dalla tradizione, dalla storia, dall’arte, dall’urbanistica, dall’agricoltura, dall’archeologia. Ne consegue che il disegno politico-amministrativo degli interventi dovrà seguire un approccio che miri all’elaborazione di un progetto del territorio caratterizzato da obiettivi fissi e da una strategia di sviluppo.

Così facendo, lo sviluppo locale non viene considerato solo come una somma di azioni e di iniziative da regolamentare e da finanziare. La logica dello sviluppo locale è una logica di progetto, non una logica di sportello. Si tratta, quindi, di fare una selezione ragionata di operazioni che, dalla loro qualità e dal loro carattere prioritario riconosciuto, vanno ad innescare dei processi di sviluppo ecosostenibile del territorio di riferimento.

Sarebbe interessante se gli Amministratori comunali andassero oltre la mera presenza fisica o il piccolo contributo finanziario e individuassero, sulla scorta degli input ricevuti dalle scolaresche, dai tecnici, dagli operatori sociali, dai gruppi associativi e dalle Consulte una tipologia di temi e riflessioni specifici come quelli indicati nell’art. 2 del Regolamento prossimo venturo: tutela e valorizzazione delle risorse naturali, promozione, informazione ed educazione ambientale; mobilità sostenibile, difesa del territorio; qualità dell’aria e del terreno; qualità dell’acqua e del risparmio idrico; inquinamento elettromagnetico, acustico e luminoso; valorizzazione delle fonti di energie alternative e risparmio energetico; gestione dei rifiuti; aree protette; flora, vegetazione e fauna.

Il nostro auspicio, già formulato nella nostra precedente proposta di istituzione della Consulta per l’Ambiente e l’Ecologia, è con il Regolamento attuativo si abbia finalmente la possibilità di ampliare l’analisi delle problematiche esistenti sul campo, evidenziare le urgenze e le priorità d’intervento, concordare le metodologie, approfondire le verifiche, cogliere gli orientamenti le tensioni e le tendenze dinamiche che emergono dalla collettività, prevenire il degrado ambientale legato allo sviluppo economico che spesso non affianca alla modernizzazione e alla tecnologizzazione il rispetto delle risorse dell’ecosistema, dei suoi equilibri, della qualità della vita e della salute di tutti i cittadini.

In alcune città del circondario si stanno costituendo dei Comitati per la Salute Pubblica (CSP), che, tra le tante finalità, si propongono anche di agire in giudizio in sede civile, penale e amministrativa al fine di promuovere iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente e della salute, nonché a contrastare insediamenti inquinanti. Un’iniziativa del genere verrà presto promossa dalla neonata Associazione contro la criminalità per la legalità, che ho l’onore di presiedere. Gli interessati possono prendere contato con il sottoscritto inviando un email a deleo6844@tiscali.it.


Vito De Leo Vice-Presidente Consulta Cultura

venerdì 10 ottobre 2008

Politiche culturali: qualcosa sta cambiando

La concezione di una città intesa come comunità territoriale aperta, capace di valorizzare idee e progetti, di far crescere la qualità della vita, il benessere dei cittadini, di offrire lavoro, servizi e, soprattutto, buone ragioni per vivere bene nel proprio territorio è uno dei “perni” su cui poggia il programma amministrativo, insieme al principio di sussidiarietà, inteso come capacità del Comune di attivare le risorse proprie della comunità responsabilizzando ogni livello d’impegno civile, e di dare ai cittadini risposte concrete e positive in termini di soddisfacimento dei bisogni e di erogazione di servizi. Metodo permanente e qualificante di tutta l’azione amministrativa sarà la partecipazione del cittadino, sia come singolo soggetto, sia attraverso forme associative, i comitati ed i gruppi spontanei. In questa direzione un ruolo centrale sarà assegnato alle Consulte, che saranno rilanciate nella loro funzione essenziale, come cerniera e confronto tra le istanze di base e l’istituzione Comune. Obiettivi che saranno attuati concretamente attraverso il rispetto di alcuni valori-guida attorno ai quali ruoterà l’attività amministrativa: la competenza, la legalità, la trasparenza, la capacità di ascolto, l’efficienza, l’efficacia e l’economicità”.

Il ricco e variegato programma di manifestazioni che sta caratterizzando la lunga estate coratina (musica, prosa, cinema, mostre, concerti, poesia, rievocazioni di antiche tradizioni locali) va sicuramente nella direzione delle “Dichiarazioni programmatiche” dell’Amministrazione comunale sopra citate. Non si tratta di una rivoluzione, ma poco ci manca. L’onnipresente sindaco Luigi Perrone ha sempre sottolineato nei suoi interventi che le linee di indirizzo delle politiche culturali tenderanno sempre a porre in essere azioni di sistema che siano innanzitutto rispondenti alla vocazione del territorio e alle richieste dei cittadini.

Nel condividere senza riserve tali “dichiarazioni” ribadiamo il nostro auspicio affinché la collaborazione con i settori del pubblico e del privato diventi effettivamente “strategica”, al fine dell’attuazione di modelli innovativi di gestione che favoriscano lo sviluppo turistico, sociale ed economico, creando le opportune sinergie tra i vari soggetti preposti alle attività culturali e produttive della realtà coratina. Come? Attraverso un sistema relazionale e partecipativo, basato sulle alleanze, sulla promozione di una vera e propria “Cultura della città” e sulla valorizzazione del patrimonio storico – artistico, sempre lavorando nella prospettiva di una progettualità organica per giungere ad un sistema realmente integrato in un contesto territoriale più ampio, come già previsto con le partecipazioni all’Agenzia del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, PIT normanno angioino (Piano integrato di gestione e valorizzazione per la promozione del turismo e dei beni culturali), già approvato dalla Regione e finanziabile attraverso le misure del POR, al PIS e al Piano strategico dell’Area metropolitana Bari 2015 (che ha visto Corato classificarsi al secondo posto, dopo Bari per numero di progettazioni (65) ed entità delle risorse da impiegarvi, che, se totalmente attuati, disegneranno un futuro certamente migliore per la nostra città.

Come si vede, una pagina si chiude e se ne apre un’altra. Finalmente con il restauro del Teatro comunale, del Palazzo Gioia, e dell’ex Carcere il problema dei contenitori culturali sarà in gran parte risolto. Bisognerà, però, già da ora mettere a fuoco una nuova politica di gestione delle strutture e delle infrastrutture esistenti sul territorio, in modo da trasformarle in luoghi di aggregazione, favorendo la ripresa della fiducia nelle istituzioni, promuovendo e potenziando anche le varie forme di espressione giovanile.

Il progetto regionale “Bollenti spiriti”, coraggioso investimento sociale sulle idee e sui linguaggi creativi, accompagnato da percorsi di formazione, sperimentazione, produzione sociale e culturale, ma anche ricerca scientifica e innovazione produttiva, vedrà anche i giovani di Corato, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale, uscire dall’apartheid nella quale ormai abbiamo segregato un’intera generazione, considerandola un impiccio, piuttosto che una risorsa di vitalità, di energia, di creatività, per arricchire linguaggi e culture, per dare una qualità diversa agli spazi urbani, specie quando feriti dall’abbandono e dall’incuria.

Si tratta di un nuovo ethos pubblico, fatto di consapevolezza della nostra storia e dei nostri doveri. Educare alla tolleranza e allo spirito civico, educare al bene comune e al rispetto assoluto della vita deve essere il nostro modo di amare le giovani generazioni, combattendo il fanatismo, il fondamentalismo, la violenza e l’autodistruzione.

Aldo Moro diceva che dobbiamo vivere nel tempo che ci è dato di vivere; e noi viviamo in un’epoca di grandi rivolgimenti politici e culturali. In nome di una sussidiarietà non solo di principio, ma intesa quale essenziale condizione di efficacia dell’azione amministrativa, città e territorio chiedono che siano loro attribuiti più ampi spazi e capacità di auto-governo, per stabilire assetti integrati di politica, società e cultura a livello locale.

Il nostro polo teatrale, museale e monumentale, accanto a quello bibliotecario deve affermarsi progressivamente come “contenitore attivo”, propulsore di creatività, ricerca e innovazione, capace di fungere da traino e motore per lo sviluppo, non solo culturale ma anche di rilevanti settori produttivi del territorio, nonché da catalizzatore di risorse da investire per la valorizzazione e la promozione della nostra cultura e storia.

Vanno incentivate le attività di ricerca collegate al patrimonio librario, documentario e archivistico. In tale quadro occorre costruire un sistema bibliotecario integrato che colleghi anche le principali biblioteche locali, progressivamente, con le realtà degli altri comuni del Comprensorio e con le biblioteche universitarie.

Un passo significativo in questa direzione potrebbe essere l’adesione al progetto Polo informatico SBN “Terra di Bari”, già proposto dal sottoscritto lo scorso anno e già attivo in 9 Comuni, i cui fortunati utenti delle rispettive biblioteche potranno fruire del recupero, della conoscenza, della valorizzazione e delle risorse documentarie ivi contenute. In quale modo? Basta digitare il motore di ricerca Google “Polo terra di Bari”: subito apparirà il sito ufficiale del Polo bibliotecario e sarà possibile consultare direttamente e comodamente da casa l’opac (catalogo in linea) aggiornato al mese corrente.

Nel momento in cui alta e diffusa si leva la richiesta di tanti cittadini italiani per la difesa dei propri diritti, anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte ampliando, regolamentando e promovendo i diritti di cittadinanza e contribuendo alla creazione di una città più viva e più creativa, guidata da una classe dirigente aperta, moderna ed all’altezza delle nuove sfide culturali, sociali, economiche e politiche.

Prof. Vito De Leo
Vice-presidente Consulta della Cultura

Fondazione culturale: sarà la volta buona?

Anche quest’anno, in tutte le stagioni, i cittadini di Corato e del circondario hanno avuto la piacevole opportunità - e continueranno ad averla fino al prossimo dicembre - di assistere ad un ricco calendario di iniziative culturali e turistiche promosse dalle numerose associazioni e dalle sempre presenti scuole cittadine, sostenute dalla Consulta della Cultura e patrocinate dall’Amministrazione comunale, che si è anche resa parte attiva nell’organizzazione di eventi di notevole richiamo.
Mi riferisco, in modo particolare, al “Carnevale coratino”, al Consorzio musicale “Euterpe”, al “Festival delle Murge”, alla “Rassegna provinciale del Teatro Studentesco”, alla “Luna nell’Uliveto”, a “Miss Italia 2008”, a “Brisighella sotto le stelle”, al “1° Festival latino americano”, alla “1° Mostra d’Arte “Il Pendio”, al “Concorso Barca Santa Maria”, alla “Nota d’Oro”, all’”Estate coratina, alla “Scoperta del Centro storico”, alla “Festa Patronale”, ed ai tanti eventi che sicuramente arricchiranno il programma annuale fino al “Dicembre Coratino”: “Festa del Borgo antico”, “Corato in jazz”, “Omaggio a Mina”, “Recital di Pippo Franco”, ecc.ecc.
Le principali vie e piazze cittadine diventano così luoghi d’incontro, palcoscenici capaci di accogliere le più diverse presenze, dove convivono simultaneamente diverse identità, spalmate nel centro storico, nelle vie dello shopping, nei locali, nei ristoranti, nei siti monumentali, che diventano tutti esplosione di suoni, luci, immagini, colori.
Una programmazione annuale con la quale la nostra città esprime i suoi tratti più autentici: la cultura dell’ospitalità, il divertimento per tutti, il grande palcoscenico dove tutti sono protagonisti, senza distinzione tra ospiti e residenti
Ciò che manca, ancora, è la capacità di fare sistema, così come si sta progettando di fare, per esempio con il DPP (Documento programmatico preliminare al Piano Urbanistico Generale), il Piano Strategico BA2015 (“il processo che intende creare strette interrelazioni tra i cittadini e gli enti pubblici e privati del territorio su temi rilevanti per lo sviluppo e con un forte orientamento al futuro), il GAL (Gruppo di Azione Locale di Andria e Corato, che punta, attraverso una programmazione dal basso, al miglioramento della competitività nel settore agricolo e forestale, al miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale, della qualità della vita e alla diversificazione dell’economia rurale e all’attuazione dell’impostazione Leader), il Progetto dell’Agenzia Puglia Imperiale Turismo “Città aperte 2008” (che prevede un’offerta più ampia ed articolata di servizi e visite guidate, di collegamenti fra luoghi, per aumentare il grado di fruibilità dei servizi turistici in questo periodo di grande fermento turistico nel territorio degli 11 Comuni che ne fanno parte).
In tutti gli eventi gli organizzatori hanno trovato e troveranno il modo di pubblicizzare i rispettivi sponsors ed Enti patrocinatori (Comune, Provincia, Regione), ma anche di lamentare contestualmente - come avviene ogni anno in sede di consuntivo - l’esiguità e l’insufficienza dei contributi promessi e/o ricevuti. Subendo anche – come dichiarato dalla presidente della Festa Patronale Angela Pisicchio nella presentazione del relativo programma – notevoli mortificazioni, che impediscono di “volare più in alto” e di andare oltre la tradizione, come è nella volontà della deputazione, anche in considerazione del fatto che quest’anno, purtroppo, non è previsto il partenariato con l’Associazione Imprenditori Coratini
Anche questa volta, in sede di consuntivo generale, probabilmente, non mancheranno le polemiche relative ai grandi concerti di piazza ed ai corposi finanziamenti concessi ad associazioni giudicate “assenti” o presenti soltanto in alcuni momenti. Staremo a vedere.
Ho già avuto modo di ricordare, nel convegno organizzato dalla Consulta della Cultura il 2 aprile scorso, come nel bilancio di previsione 2007 la nostra Amministrazione ha stanziato fondi per la Cultura pari ad appena l’1,41%. Non credo che per quello relativo al 2008 ne siano stati previsti molto di più.
In una recente nota evidenziavo come il tutto non può più continuare ad essere affidato al volontarismo dei singoli organismi ed all’abilità del sindaco-assessore. Occorre – torno a ripetere – che si avvii un dibattito, una discussione, un confronto nel Consiglio comunale, nelle sedi politiche, culturali ed imprenditoriali, nella Consulta della Cultura sul valore del Teatro, della Musica, della Danza, della Letteratura, dell’Arte, dell’Architettura, della Storia, delle Tradizioni, della Religiosità, del Culto del Santo Patrono, del Turismo a 360 gradi.
A questo punto, rinnovo la proposta (già formulata il 17 luglio 2006 all’Amministrazione comunale) di chiedere alla Regione Puglia un sostegno concreto per favorire la costituzione di una “Fondazione culturale” in grado di gestire il vario e ricco programma culturale e sociale, che tanto affanno arreca nella ricerca dei mezzi finanziari agli organizzatori ed agli amministratori comunali. Mi riferisco alla creazione di un Ente vero e proprio, che sia capace di ricercare e gestire fondi, programmare gli eventi e sopportare l’intero carico organizzativo, liberando così i singoli attori dei notevoli pesi, quasi sempre fonte di stress, deficit finanziari e… polemiche.
Pesi difficili da sopportare, soprattutto se si tiene conto dei tagli alla spesa pubblica decisi dal governo centrale, che costringe e costringerà sempre più l’Amministrazione comunale a ridimensionare le manifestazioni tradizionalmente sostenute e ridurre i patrocini per le nuove proposte di eventi culturali e spettacoli che verranno organizzati in città, soprattutto quando si avrà la completa agibilità del nuovo teatro comunale.
Sperando in un riscontro positivo, invio cordiali saluti.

Vito De Leo
Vice-presidente Consulta Cultura