Nel
momento in cui 7 candidati sindaci, 17 liste organizzate da partiti e movimenti
civici contenenti complessivamente 390 candidati che aspirano ad occupare i 24
scanni del Consiglio comunale, come Centro Studi Politici “A. Moro” continuiamo
a proporre alcuni punti qualificanti di un percorso culturale e partecipativo
che sappia valorizzare il ruolo delle attività culturali e dell’associazionismo
di promozione sociale nel costruire ben-essere per le persone e la comunità.
Coltiviamo da sempre il desiderio di una città intesa come luogo delle relazioni e
del vivere civile: una città solidale, una città multiculturale, una città
aperta, una città sicura.
Pensiamo che le culture siano il complesso delle manifestazioni di vita
materiale, sociale, artistica e spirituale dei cittadini. Le cittadine e i
cittadini singoli o associati, le comunità etniche, i gruppi di tradizione, le
comunità scientifiche, umanistiche, artistiche, religiose, le diversità
culturali sono ricchezza di comunità complessa. Per costruire una politica di
cittadinanza è necessaria una programmazione di governo che sappia mettere in
relazione i diritti culturali e sociali con il progetto di città.
Una
comunità cresce nella condivisione del potere e delle responsabilità.
Affermiamo il percorso della democrazia partecipativa. La partecipazione va
costruita, promossa, alimentata, rispettata. Sono queste le parole-chiave alla
base della mia pubblicazione “Partecipare
per crescere insieme” presentata il 28 agosto 2012 nel chiostro comunale
alla presenza del sindaco Luigi Perrone e dei rappresentanti di numerose
associazioni locali.
Crediamo
che i cittadini più importanti siano quelli più deboli. Inclusione ed
esclusione danno oggi il grado di civiltà di una comunità aperta e solidale. E’
necessario ripensare il concetto di COMUNITA’: assumendo la complessità come
ricchezza e dando dignità alle differenze.
Crediamo
che la città sia un equilibrio delicato di ambiente e persone, che va
rispettato e governato secondo il principio di sostenibilità.
Crediamo che la città debba essere amata
tutta intera: per quello che è: la periferia come il centro, quartieri nuovi
come quelli antichi, le zone a rischio come quelle privilegiate. Il governo della città non deve produrre
divisioni.
Crediamo
necessario promuovere il diritto
all’informazione e alla comunicazione, che deve essere garantito e
salvaguardato. Un’informazione corretta, obiettiva, diffusa, multiforme
(ufficiale e alternativa) permette ai cittadini non solo di ricevere ma anche
essere nella condizione di proporre. Così come la possibilità di comunicare
consegna ad ognuno il diritto a rappresentarsi e partecipare attivamente alla definizione
dell’immaginario collettivo.
E’ necessario costruire una rete di
informazione su temi inerenti le politiche culturali e sociali urbane in
Italia, nella Regione Puglia, nella Provincia di Bari e nella nostra città. Il confronto arricchisce le proposte, ma
soprattutto mette le basi per la costruzione di una città amica e solidale: e
gli strumenti sono l’informazione e la comunicazione.
Una città per crescere deve avere un
progetto. Un
progetto di città ha bisogno di attingere alle tradizioni per aprirsi ai
cambiamenti, ha bisogno che il patrimonio dei beni materiali incontri ed
interagisca con quello dei beni immateriali delle relazioni. Per questa ragione
crediamo che la politica degli spazi, dei beni culturali, delle attività
culturali debba essere programmata alla luce delle nuove esigenze con il
concorso di tutti i soggetti interessati, valorizzando e riconoscendo il ruolo
della promozione culturale di base. La
cultura presidio del territorio toglie spazio alla militarizzazione del territorio,
almeno quanto lo sviluppo armonico della città toglie spazio al degrado urbano
e sociale e ciò rende sicura la città.
Avanziamo il diritto ai beni culturali e
ambientali, affermiamo il diritto al
“bene comune”. La comunità cresce nella consapevolezza delle tradizioni e
nel rispetto dell’ambiente e quindi riaffermiamo il valore dell’art. 9 della
Costituzione.
Affermiamo la cultura come valore
collettivo. La
cultura non è solo bisogno voluttuario, soggettivo, ma rete di relazioni che promuove
etica comunitaria. Nella programmazione dell’Amministrazione comunale, proprio
in relazione alla riqualificazione delle aree urbane i diritti culturali devono
essere inseriti a pieno titolo nel welfare municipale: Vedremo quale peso
avranno nei bilanci di previsione. Vedremo in quale misura saranno attuati i
percorsi partecipativi. Vedremo quale sarà il contributo effettivo dei
cittadini.
Investire nei diritti culturali è dare
spazio alla cultura come consumo critico, “etico”, alla cultura che sviluppa
economia sociale, orienta i consumi in direzione della qualità della vita e
contribuisce all’arricchimento e sviluppo della persona.
Crediamo fondamentale il ruolo della scuola
pubblica nei processi di sviluppo delle persone e della comunità, quali
luogo d’incontri, crescita e scambio di “etnie” diverse. L’Amministrazione
comunale deve continuare a promuovere e far crescere questi momenti.
C’è bisogno di una CARTA DELLA TRASPARENZA per far crescere e qualificare il Terzo
Settore fuori dai vecchi e nuovi collateralismi al servizio della comunità, in
un quadro di rafforzamento del welfare.
C’è bisogno di PASSIONE, ossia la capacità di resistenza e di rivolta; la volontà
di azione e di dedizione; il coraggio di sognare in gran de, la coscienza del
dovere che abbiamo, come persone, di cambiare il mondo in meglio, senza
accontentarci di mediocri cambiamenti di scena che lasciano tutto come prima.
C’è bisogno di CORAGGIO quando è necessario, anche se dire di sì è più comodo, di non fare come gli altri, anche se per
questo bisogna pagare un prezzo.
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