mercoledì 23 gennaio 2013

RIFONDARE LA POLITICA: UN IMPEGNO CHE DIVENTA UN DOVERE



     La frammentazione di liste e di candidati alle lezioni politiche e amministrative che sta caratterizzato le vicende elettorali previste per il 24 e 25 febbraio e per la prossima primavera  per eleggere il sindaco e 24 consiglieri comunali, sta provocando incertezza e confusione in gran parte dell’elettorato coratino, con relativa disaffezione e minacciata astensione dal voto soprattutto da parte dei giovani.
     Il Centro Studi Politici “A. Moro” rivolge, pertanto a tutti gli elettori, soprattutto a quella platea di gente seria, onesta che sta alla finestra e che invece potrebbe dare un grosso contributo per la crescita civile della città il seguente invito:
  • A quanti condividono i principi di fondo della Costituzione repubblicana;
  • A quanti credono in una democrazia nella quale sia il consenso a determinare il potere e non il potere a determinare il consenso;
  • A quanti intendono opporre alla crisi della politica e dei partiti la fatica di una proposta basata sulle idee e sui progetti e non sulle logiche partitocratiche e personalistiche;
  • A quanti intendono offrire alle vecchie e nuove generazioni un futuro fondato sull’orgoglio della loro migliore storia e sulla straordinaria attualità del pensiero politico cattolico, ambientalistico, liberaldemocratico e socialriformistico;
  • A quanti hanno il coraggio di riproporre il ritorno della politica alla sua possibile grandezza, per il futuro della nostra città e dell’Italia:
  • A quanti considerano i partiti politici degli strumenti tuttora fondamentali per la qualità della democrazia, ma nel contempo ravvisano la necessità di un loro profondo rinnovamento nella loro forma e nel metodo democratico che li deve contraddistinguere;
  • A quanti credono nei valori della libertà, della democrazia, della sussidiarietà e della solidarietà;
  • A quanti cominciano a provare disaffezione nei confronti di un certo modo di gestire la cosa pubblica ed avvertono concretamente la distanza che oggi separa la mera enunciazione dei valori di libertà e di democrazia dalle reali pratiche di governo;
  • A chi desidera che la stagione della democrazia partecipativa e delle politiche urbane ad essa collegate riprenda il suo corso attraverso nuove arene pubbliche di trattazione dei problemi e di deliberazione collettiva;
  • A chi pensa che non ci si può limitare certo a piangerne la scomparsa e il logoramento: viceversa, con una certa dose di volontarismo occorre pensare strategicamente alla costruzione di nuovo capitale sociale che sia all’altezza dei tempi;
  • A chi condivide l’idea che il punto di partenza sia quello di passare ad un nuovo paradigma, quello dei “progetti territoriali per cosi dire straordinari”;
  • A chi è convinto come noi che la città non è solo un agglomerato urbano, ma è formata da cittadini costituiti in una totalità, partecipi, della sfera del diritto, cittadini che convivono non come moltitudine dispersa in ragione di un insediamento e di una presenza, ma in base allo “stare insieme e vicino” che evoca socievolezza, comunità, appartenenza;
il Centro Studi Politici “A. Moro”, coerente con gli insegnamenti del grande statista che da sempre lo ispira, rivolge un pressante invito a tutti gli elettori di compiere il proprio dovere di cittadini non solo recandosi a votare il 24 e il 25 febbraio e nel turno elettorale successivo per l’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale, ma anche di predisporsi, singolarmente ed in gruppo, a promuovere a Corato la ripresa dei valori e della prassi democratica, chiedendo a tutti i democratici di ieri e di oggi, ai giovani ed alle donne di buona volontà ed a tutti coloro che credono nei valori  dell’efficienza, dell’efficacia, di unirsi attorno a coloro che sapranno dimostrare di non fare solo promesse elettorali ma anche di adottare comportamenti coerenti con quelle dichiarazioni.
     C’è un grande bisogno in questa nostra cara Corato di responsabilità e coerenza insieme, di voglia di futuro. In noi, nella nostra storia personale, nel cammino che finora abbiamo compiuto ci sono le risorse per prendere in mano queste sfide e per dare il nostro apporto.
     Per questo, abbiamo accolto di buon grado l’invito pervenutoci da parte del Segretario del PD avv. Luigi Gagliardi a partecipare il 25 gennaio prossimo, presso il cinema Elia, all’incontro che avrà come protagonisti Tommaso Loidice, candidato del PD alle primarie del centrosinistra, Gero Grassi, candidato alla Camera dei Deputati, Giusy Servodio, candidata al Senato della Repubblica, Maristella Tarantini, candidata alla Camera dei Deputati, Liliana Ventricelli, candidata alla camera dei deputati, espressione dei Giovani Democratici.

venerdì 18 gennaio 2013

LE CONDIZIONI PER VINCERE E GOVERNARE



     Con soddisfazione apprendiamo dalla stampa che il lungo lavoro di conciliazione tra le forze politiche di centro-sinistra (Pd, Sel, Psi, Idv) e le liste civiche aderenti (La Puglia per Vendola, Noi liberi, Democrazia e libertà, Associazione “Elio Veltri ), tutti guidati dai rispettivi coordinatori, ha concluso la prima fase orientata a costruire le regole per la scelta del candidato sindaco che avverrà attraverso le primarie stabilite per il 3 marzo prossimo, che vedono al momento 4 competitori: Tommaso Loiodice (Pd), Renato Bucci (Libero cittadino), Salvatore Mascoli (La Puglia per Vendola) e Cataldo Manzi (Associazione “Elio Veltri”).
     Come Centro Studi Politici “A. Moro”, alla viglia di una campagna elettorale amministrativa per l’elezione del nuovo Consiglio comunale e della nuova amministrazione, desideriamo continuare ad offrire un contributo di idee alla discussione sui principali temi sui quali si articolerà il confronto tra le forze politiche e sociali.   
     Prima, però, è opportuno ricordare e riassumere gli obiettivi dichiarati e sottoscritti nei diversi documenti pubblicati dai rappresentanti dei partiti e movimenti della coalizione:
  • lavorare uniti per essere credibili, efficaci e vincenti;
  • condividere il progetto costituente del centro - sinistra;
  • collaborare alla sua realizzazione, anche con il contributo finanziario;
  • rilanciare la coalizione del Centro - sinistra, puntando su un patto politico e programmatico;
  • adoperarsi per il superamento della frammentazione e della disarticolazione;
  • presentare all’elettorato l’ immagine di una coalizione omogenea, coesa, ben organizzata;
  • pervenire attraverso le elezioni primarie, all’indicazione di una candidatura a sindaco in modo corretto, unitario e trasparente;
  • concertare con eventuali “Liste civiche”, Movimenti ed Associazioni un programma politico -  amministrativo realistico e credibile;
  • darsi un’organizzazione efficace ed efficiente;
  • aprire le porte della politica alla società civile;
  • iniziare un lavoro di ricerca di soggetti interni ed esterni ai partiti per ampliare la partecipazione e preparare una classe dirigente capace di vincere le prossime sfide elettorali del 2013 (elezioni amministrative e regionali).
     E’ giunto il tempo, quindi, che questi obiettivi vengano perseguiti in modo deciso e tempestivo. E’ tempo che si apra a Corato una fase nella quale tutti i veri democratici puntino uniti a sviluppare un’iniziativa crescente, più propositiva, più finalizzata, più organizzata, più efficace, più capace di incidere nei processi reali, più visibile.
     Bisogna chiedere a tutti i democratici di ieri e di oggi, magari dispersi in altre formazioni politiche o “in sonno”, ai giovani e alle donne di buona volontà ed a tutti coloro che credono nei valori dell’efficienza, dell’efficacia, della trasparenza, della legalità e della sussidiarietà, di esprimere la loro vocazione autentica. Bisogna chiedere loro di impegnarsi in un’azione di sostegno e di condivisione per realizzare insieme un programma politico - amministrativo per una città migliore, capace di sviluppo e di memoria storica, in grado di promuovere le sue energie inespresse e di darsi una classe dirigente adeguata a sostenere le sfide del cambiamento.
     Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio. Da una parte, si può continuare la vecchia strada: la politica resta un’ affare gestito da pochi, le istituzioni continuano ad essere rivolte più alla mediazione degli interessi privati che alla tutela del bene comune, con la conseguenza che i problemi del paese si aggravano: casa, occupazione, criminalità, disagio sociale, emarginazione, crisi economica, ecc. Dall’altra parte, si può percorrere una strada nuova di radicale trasformazione: la politica si riapre ai cittadini, le istituzioni diventano luogo di raccordo e di soluzione dei bisogni comuni, i problemi del paese sono affrontati con creatività e progettualità.
     Noi del Centro Studi Politici “A. Moro” propendiamo per la seconda strada, anche se nessuna scelta in questa direzione, al momento, è stata fatta. Da questo progetto non possono rimanere esclusi le donne, gli anziani ed i giovani. Con essi si possono elaborare i temi della tolleranza e della pace, della diversità e dell’uguaglianza delle opportunità, della convivenza e della solidarietà, della prevenzione e del rispetto ambientale, del tempo libero e dell’occupazione, del diritto allo studio e della devianza, delle categorie più deboli e degli anziani.
     Organizzare conferenze, dibattiti, seminari con i giovani e le donne dai quali scaturisca la necessità di sollecitare pubblicamente le istituzioni, i partiti, le organizzazioni sindacali, le istituzioni scolastiche e il volontariato ad attivare tutte le reti di solidarietà sociale, gli strumenti per le pari opportunità uomo – donna, i regolamenti attuativi dello Statuto comunale potranno costituire i momenti significativi di un’ impegno culturale, sociale e politico che muove dal proprio vissuto esperenziale e poter dimostrare che i giovani e le donne non sono un problema ma una risorsa per tutti.
      In sostanza, si tratta di passare dalla politica parlata ai fatti, effettuando con saggezza delle scelte decisive strategiche fondamentali. In particolare:
  • Occorre impostare un programma che attivi con determinazione gli istituti della partecipazione, al fine di costruire una forte identità collettiva e di ridestare il sentimento positivo di appartenenza ad una comunità radicata nel passato e proiettata in un futuro di sviluppo civile. Ecco, in sintesi, alcuni indirizzi di lavoro che possono diventare il vero banco di prova delle forze democratiche per ridare fiducia alla gente: Statuto comunale, Regolamenti, Consulte comunali, Consulta dei giovani, Consiglio comunale dei Ragazzi, Commissione per la parità e le pari opportunità uomo – donna; Informa - Giovani e Informa – Imprese, Difensore civico – Bollettino informativo del Comune. A fondamento della rinascita della nostra comunità ci deve essere la partecipazione appassionata e consapevole dei cittadini, con il coinvolgimento e la valorizzazione del mondo della cultura, della scuola, delle associazioni, delle imprese, dei sindacati.
  • Il cambiamento deve essere percepito come possibile e concreto, a condizione che si ponga mano ad una precisa trasformazione della macchina burocratica del Comune. Bisogna affrontare, perciò, il problema della pianta organica.
  • Bisogna evitare il rischio di predisporre un programma amministrativo inteso come semplice elenco di cose da fare. La coalizione ha il dovere di lanciare la sfida di un progetto politico con cui tutti i membri siano convinti di affrontare i fattori di rischio, risolvere le condizioni di emarginazione, di solitudine, di degrado, di mancanza di speranza in un futuro migliore presenti nella nostra comunità, individuando tutte le possibilità per potenziare le condizioni di convivenza pacifica, di sviluppo economico e civile del paese.
  • I dati più recenti sullo sviluppo del Sud ci consentono di superare l’atteggiamento di passività e di attesa nei confronti delle scelte politiche di Governo. E’ più che mai necessario creare le condizioni che favoriscano lo sviluppo d’iniziative imprenditoriali coerenti con la vocazione agricola, artigianale e commerciale del nostro territorio. Questo diventa il vero banco di prova di una classe dirigente responsabile per affrontare il problema drammatico della disoccupazione.
  • Ma non ci potrà essere sviluppo economico se non ci s’impegna nel garantire livelli soddisfacenti di vita per i cittadini: legalità, servizi efficienti, verde pubblico con spazi attrezzati per i bambini, quartieri periferici rivitalizzanti, centro storico risanato, zona industriale artigianale all’altezza dei bisogni delle imprese e dell’utenza. Sono tutte pre – condizioni per incoraggiare nuovi insediamenti produttivi.
  • La costituzione di società miste pubblico – private per accrescere le fonti finanziarie in grado di consentire la realizzazione, anche attraverso accordi di programma, di tutte le opere non ancora realizzate può offrire un’immagine moderna di amministrazione.
  • L’attivazione di uno sportello unico al fine di eliminare la complessità delle procedure, la frammentazione delle competenze, la burocratizzazione esasperata, che rappresentano freni allo sviluppo ed all’insediamento di nuove imprese.
  • La costituzione di un osservatorio per l’infanzia, i giovani e le politiche sociali può essere un modo per passare dalla mera celebrazione delle ricorrenze delle “Dichiarazioni dei diritti” ai fatti concreti.
  • Potenziare l’Ufficio per i rapporti con il cittadino (D.L n.29/1993) perché possa guidare gli utenti nello  svolgimento delle pratiche, nell’accesso agli uffici  e agli atti amministrativi e raccogliere proposte e proteste sul funzionamento della macchina amministrativa.
  • Istituire la Banca dell’Idea, per permettere ai cittadini comuni ed ai progettisti di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della città.
  • Istituire le Consulte tematiche, con particolare attenzione alle problematiche sociali e di tutela ambientale, da ascoltare in occasione della predisposizione del bilancio di previsione e di atti di indirizzo di particolare interesse sociale o di provvedimenti che riguardano la costituzione di servizi sul territorio.
  • Al fine di predisporre di elementi di valutazione e di giudizio e per indirizzare le scelte di politica amministrativa, la consultazione della popolazione attraverso questionari e ricerche mirate, i cui risultati verranno discussi in apposita adunanza consiliare.
     Il problema vero, però, non sta tanto nell’elenco delle cose da fare. Il punto centrale da discutere, prima di mettersi al lavoro in forma dipartimentale all’interno del Centro-sinistra è trovare un filo conduttore unitario, capace di contrapporsi efficacemente alla cultura del frammento del centrodestra, che non è stata capace in dieci anni di realizzare una strategia unitaria sia dal punto di vista politico che da quello programmatico.  Bisogna avere la capacità e la forza di far capire che una città è un tessuto connettivo, un sistema vivente dove il tutto è maggiore delle sue parti e dove ogni azione in un punto qualsiasi di questo sistema ha senso soltanto se si ricollega alla totalità che lo comprende.
     Gli incontri programmati dalla coalizione di centro-sinistra potranno rappresentare un’occasione utile per fare un bilancio complessivo sullo stato della città e per interrogarsi seriamente sulle sue prospettive dopo dieci anni di amministrazione di centro – destra. Un antico proverbio cinese afferma che gli uomini non inciampano sulle muraglie, ma sulle pietre. Giusto. Gli uomini, però, dovrebbero essere messi nella condizione di sapere se quelle pietre sono isolate, stanno lì per caso o servono a costruire una grande muraglia.
     L’augurio che rivolgiamo a tutti è quello di rendersi interpreti di queste non più rinviabili esigenze di democratizzazione avvertite a tutti i livelli e più volte richiamate con lettere e a mezzo stampa dal sottoscritto. Solo così (e con altri contributi d’idee in questa direzione) si potranno colmare le carenze da sempre lamentate da tutti noi.
     Senza programmi coerenti con l’ispirazione democratica, forti nei contenuti sociali e convincenti nella proposta politica globale, si potrà avere solo un consenso effimero di facciata, ma non si favorisce lo sviluppo del territorio e la crescita della speranza nelle giovani generazioni.
     Ai cittadini – elettori, rispettosamente, dobbiamo ricordare che il nuovo Comune postula, per essere veramente nuovo, una comunità vigile, attenta, partecipante ed, eventualmente, anche critica e determinata nella difesa dei diritti di cittadinanza e nella lotto contro le inefficienze e le ingiustizie.
     Ne conseguirà certamente un’immagine nuova per la nostra città, utilizzabile e spendibile sul mercato provinciale, regionale, nazionale ed europeo, a beneficio di tutti.

sabato 12 gennaio 2013

PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA: FISSATO IL GIORNO DELLA VERITA’



Il giorno 12 c.m. Coratolive con la puntualità che lo contraddistingue da sempre nell’informazione, ha anticipato il comunicato stampa ufficiale della coalizione di centrosinistra (Pd, Sel, Psi, Idv, La Puglia per Vendola, Noi liberi, Associazione Elio Veltri), che ha concordato nella seduta congiunta del 10 u.s. il regolamento e la data di svolgimento delle primarie per la designazione del candidato sindaco. Il giorno fissato è il 3 marzo, cui seguirebbe, a distanza di una settimana, l’eventuale ballottaggio se le elezioni amministrative venissero indette dopo il 21 aprile.
     I candidati-sindaci, che a norma di regolamento devono raccogliere un minimo di trecento firme di sottoscrittori, al momento risultano essere: Tomaso Loiodice (Pd), Renato Bucci (“Società civile”), Salvatore Mascoli (La Puglia per Vendola), Aldo Manzi (Associazione Elio Veltri).
     Come Centro Studi Politici “A. Moro” abbiamo già indicato in una precedente nota la nostra preferenza per il candidato del PD Tommaso Loiodice che, come ha ben descritto il segretario Luigi Gagliardi rispondendo all’avv. Francesco Stolfa  nella nota pubblicata su Coratolive il 12 u.s. “ E’ sembrato al Partito Democratico qualcosa in più del “signore degnissimo, dalla faccia simpatica, ecc”,  ma il soggetto ideale per rappresentare i nostri valori e le nostre capacità di governance: dalla preparazione politica all’impegno istituzionale, dall’umiltà al radicamento in diversi ambiti economici e sociali della nostra città, dall’autorevolezza alla capacità di ascolto delle esigenze che possano giungere da diversi settori. Oltre a ribadire il concetto che, qualora Loiodice dovesse vincere le elezioni, tutti i cittadini, attraverso le diverse forme (già previste dallo Statuto Comunale) di partecipazione, si sentiranno parte integrante ed imprescindibile delle decisioni”.
     In una competizione elettorale sono importanti, altresì, la qualità della proposta politica e la capacità di riflessione che si è stati capaci di indurre negli elettori. A questo scopo devono realizzarsi alcune imprescindibili condizioni attraverso le quali possa emergere la vera identità del partito e dei suoi candidati od ogni livello.
     Il partito metta al centro la questione ETICA ed ogni atto vada nella direzione di chi non ha e non di chi ha già ed in abbondanza; si apra davvero ai giovani e alle donne, non limitandosi a garantire ad entrambi alcuni posti nelle liste elettorali; il partito non resti in mano ai professionisti della politica ma, pur avvalendosi della loro preziosa esperienza, si apra a tutti i contributi del territorio per provare ad essere davvero nuovo e per evitare di restare vittima di accordi e meccanismi che hanno determinato l’allontanamento dai partiti  di tante donne e uomini ormai nauseati.
    Il PD, oggi, deve essere sempre più attento agli avvenimenti non solo locali, deve saper intercettare i segnali e le istanze di partecipazione che giungono dalle nostre piazze, il bisogno di chiarezza della gente che vuole sapere chi siamo e cosa vogliamo, senza “se”, “ma” e “però”.
     Il PD, proprio per la sua stessa composizione, rappresenta le istanze anche dell’elettorato più moderato coniugando le diverse sfumature in una lenta e continua costruzione di un sempre più forte centrosinistra.
     Anche il PD locale, come quello degli altri livelli di rappresentanza, in questi mesi si è esercitato in un’intensa dialettica interna, nella certezza che l’UNITA’ NON E’ UNIFORMITA’ di pensiero.
     Il PD, perciò, unitariamente deve ribadire:
a) di non essere disposto a farsi fagocitare da disegni, alleanze ed accordi che cadano sulle nostre teste o fatti alle nostre spalle;
b) di non poter prescindere da un’onesta analisi e valutazione dell’esperienza politico-amministrativa di questi ultimi dieci anni;
c) che il nuovo non coincide col nuovismo ma, nel rispetto delle regole, a tutti sia data la possibilità reale di partecipare e di candidarsi, consiglieri uscenti e non, giovani e meno giovani, esperti e meno esperti.
     Per questo PD è importante vincere con tutti i partiti, le associazione e i cittadini che si riconoscono nel centrosinistra trovando il consenso su percorsi partecipati e proposte chiare anche se, talvolta, “impopolari”:
1) Si favorisca in ogni ambito e con proposte articolate il rispetto delle pari opportunità;
2) Si aboliscano forme di privilegi consolidati (incarichi a parenti ed amici) e spartizioni di vecchio stampo (manuale Cencelli, “peso specifico”, altro…). Unici criteri siano MERITO E COMPETENZA.
3) Si persegua nella forma e nella sostanza uno stile di SOBRIETA’ abolendo immorali sprechi nei costi della politica, quand’anche giuridicamente contemplati;
4) Il programma, esprimendo i valori propri del centrosinistra, metta al primo posto  una progettualità sociale, culturale e ambientale che veda la centralità della persona , in una visione della città secondo criteri di sostenibilità e vivibilità, di recupero dell’esistente e non trovi, invece, la sua ragion d’essere in accordi politico-economico-imprenditoriali;
5) Abbia la dignità e la forza di un confronto aperto con la città ogni qualvolta debba fare scelte strategiche e di grosso impatto.
     Il PD, perciò, con Tommaso Loiodice, esprime un candidato sindaco chiaro ed autorevole, capace di decisione in una sana ed equilibrata mediazione, rispettoso della linea politica ma anche capace di personale progettualità. Ne sono prova il personale bagaglio di esperienza acquisito negli anni e al concreto impegno civile nel territorio e ultimamente anche nel ruolo di capogruppo consiliare. Un impegno sempre finalizzato ad offrire ai cittadini l’opportunità di discutere degli interessi collettivi che riguardano più direttamente la comunità: legalità, economia solidale, trasparenza amministrativa, riflessione critica sui contenuti e i metodi della Politica. 
     Il risultato delle primarie non sarà pertanto soltanto un successo personale: sarà il ritrovarsi concreto e misurabile dei cittadini che credono e sostengono quell’idea di Politica in cui contano principalmente la credibilità personale, la trasparenza dei comportamenti istituzionali, la costruzione di un consenso critico da contrapporre all’idea di consenso “controllato”.
     Vivremo una nuova e più feconda stagione politica se verranno accolte le speranze di una comunità che non delega ad altri il proprio futuro e chiede di tornare ad esercitare una corresponsabilità nella gestione della cosa pubblica.
     Noi continueremo ad impegnarci per una Politica declinata attraverso le parole “cittadino”, “persona” e non per quella che usa definizioni di massa e omologanti. Continuiamo a pensare alla necessità di creare l’occasione di un “tempo nuovo”. Su questa esigenza di un nuovo modo di essere cittadini consapevoli e responsabili ci ritroveremo in tanti insieme al PD e al candidato sindaco Tommaso Loiodice.

mercoledì 9 gennaio 2013

CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI: SARA’ MAI ISTITUITO?



     La storia del progetto di istituzione del Consiglio comunale dei Ragazzi comincia dal 1966 ed  ha come protagonisti diversi responsabili amministrativi ed interlocutori del Centro Studi Politici A. Moro”, che ne ha più volte proposto l’istituzione.
     La vicenda merita di essere raccontata, non solo per dovere d’informazione verso tutti coloro che l’hanno promosso, condiviso e sostenuto, ma anche per evidenziare l’incoerente comportamento tenuto nella vicenda dalle diverse amministrazioni comunali che si sono avvicendate fino al 2012, del tutto contrario a quello
Tenuto dal Comune di Corato, che ci ha fatto l’onore  di accogliere  sin dal 2007 la nostra richiesta.
     Cominciamo dall’inizio. In data 29 aprile 1996, prot. n°7796,  il Sindaco Alberto Amendolagine, ad una precisa richiesta del nostro giornale  “Per un’altra Terlizzi”, così risponde al sottoscritto: “In riscontro alla Sua con cui propone di convocare uno dei prossimi Consigli Comunali prevedendo un apposito ordine del giorno sui problemi dell’infanzia e dell’adolescenza a Terlizzi, sono ben lieto di accogliere il Suo invito, considerato che questa Amministrazione intende riservare grande attenzione al mondo giovanile e alle sue esigenze. Appena in grado, ...sarà mia premura mettere a punto quanto sopra auspicato.” 
     Informati di tale impegno, i miei alunni della Scuola Media “P. Fiore” scrivono al Sindaco una lettera, pubblicata anche sul giornalino scolastico “Scuola viva””, nella quale chiedono apertamente l’istituzione del Consiglio comunale dei Ragazzi. Il Sindaco, ospite della scuola per assistere alla proiezione di un filmato degli alunni sui rifiuti, si mostra interessato e promette una risposta.
     Il 31 maggio ‘96, in occasione dell’inaugurazione dell’”Associazione contro la criminalità per la legalità” (fondata dal sottoscritto insieme a Renato De Scisciolo) e della ricorrenza del  terzo mese dell’uccisione del giovane Gioacchino Bisceglia, alla presenza di Rosa Borsellino, del Sindaco e degli Assessori comunali alla Cultura e all’Istruzione, nella prolusione tenuta dal sottoscritto fu rinnovata la proposta di rendere i piccoli cittadini soggetti attivi della crescita democratica del proprio paese, attraverso l’istituzione di un organismo autonomo. Anche in tale circostanza non mancarono gli impegni per favorire l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.
     Nell’ambito di un più ampio progetto di educazione civica e di una serie di proposte inerenti le politiche sociali, il Movimento di Cooperazione Educativa (presieduto dal sottoscritto) sia a mezzo di  articoli e lettere indirizzate all’Amministrazione comunale, per tutto il 1997, sollecita una maggiore attenzione verso le problematiche giovanili, auspicando la costituzione della Consulta giovanile. La necessità di rimuovere le cause del disagio e di adottare una politica di prevenzione efficace trova il consistente sostegno di forze sociali, organismi associativi, consiglieri comunali e degli stessi amministratori, nel momento in cui sottoscrivono accordi di programma contro la dispersione scolastica con il Provveditorato agli Studi, il Distretto e le scuole cittadine.
     La proposta di realizzare anche a Terlizzi una “Giunta baby”, intesa come strumento di sensibilizzazione dei ragazzi verso i problemi del territorio in cui vivono e come un occasione in più per far maturare una coscienza realmente civica, viene rinnovata formalmente e indirizzata anche ai consiglieri comunali che si accingono a discutere la revisione dello Statuto comunale nei vari consigli comunali tenutisi presso la scuola “Gesmundo” da gennaio a maggio ‘98. Molti di essi, in quella sede, s’impegnano a proporne l’inserimento negli istituti di partecipazione e a regolamentarla nelle forme dovute.
     Nell’incontro preparatorio alla riunione della Giunta comunale con l’Assemblea della Consulta delle Associazioni, tenutosi presso il gabinetto del Sindaco il giorno 30/11/’98 tra  il Coordinamento della Consulta e il Sindaco, presente l’assessore alla Cultura Angelo D’Ambrosio, gli amministratori assumono l’impegno formale ad attivare l’ “interessante ed utile iniziativa nel più breve tempo possibile”.
     La 1° Commissione consiliare, riunita i primi giorni di dicembre, dovendo su esplicito mandato del Consiglio comunale, proporre anche la destinazione di 20 milioni per l’educazione alla legalità, in assenza di specifici progetti dell’Amministrazione, invita il rappresentante della Consulta a farne  presentare qualcuno entro il 30 dicembre 1998. L’invito viene accolto dal Movimento di Cooperazione Educativa e il progetto di istituzione del Consiglio comunale dei Ragazzi, da realizzarsi nelle scuole della fascia dell’obbligo di Terlizzi, con la partecipazione di circa 1500 alunni, viene presentato al Sindaco il 15 dicembre 1999 per la successiva approvazione da parte del Consiglio comunale.
     Il Consiglio comunale, convocato alla fine del 1998, senza alcuna obiezione da parte dell’Assessore alla P.I. Angela Stragapede, e all’unanimità, delibera lo stanziamento di 20 milioni per l’educazione alla legalità, nel quale è compreso il progetto di istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
     Di tale volontà consiliare, l’assessore alla P.I., correttamente, dà formale comunicazione ai rappresentanti ed ai dirigenti delle scuole convocati per offrire suggerimenti sulla destinazione dei residui fondi destinati dal Consiglio comunale al suo settore.
     Il mensile “Città Domani”, sponsorizza l’iniziativa nel numero di gennaio, pubblicando un articolo del sottoscritto che illustra ai lettori le finalità e le modalità di svolgimento del progetto, che riscuote l’apprezzamento generale anche perché l’iniziativa si affianca a quella analoga di altri comuni italiani ed europei che già da tempo l’hanno realizzata con il patrocinio dell’Unicef.
     Dopo la riunione della Consulta delle Associazioni con la Giunta comunale sul bilancio di previsione 1999, tenutosi il 12 febbraio, nel quale viene rinnovata la richiesta di prevedere la spesa prevista dal progetto, l’Assessore Stragapede , invitata a fornire chiarimenti sul ritardo nella predisposizione degli atti relativi alla realizzazione, nella sorpresa generale, annuncia di voler destinare quei fondi ad uno sconosciuto progetto di doposcuola  e di non voler tenere conto dello “scippo” del Consiglio comunale, prendendosela con la 1° Commissione consiliare che avrebbe dovuto informarla del parere, dimenticando – come le fu fatto notare - che lo stesso era stato acquisito agli atti del Consiglio comunale e che, in ogni caso, nella discussione consiliare avrebbe potuto intervenire per opporsi  o  presentare proposte alternative. Il Sindaco – anch’egli sorpreso – assicurò che la questione sarebbe stata chiarita in una prossima riunione di Giunta.
     L’invito successivo fattomi su mandato del Sindaco dal presidente del Consiglio comunale, dott. Ninni Gemmato, ad un incontro  di carattere organizzativo con gli assessori competenti lasciava presupporre che il chiarimento fosse avvenuto e che non ci dovessero essere ostacoli di sorta all’immediato avvio del progetto.
     Qualche tempo dopo, negli indirizzi di saluto ai convenuti all’incontro promosso dall’Associazione contro la criminalità presso la Casa Betania, con l’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia Vigna, del Sottosegretario agli Interni  Sinisi, del Prefetto di Bari e del giudice dott. Nicola Piacente, il Sindaco, come in analoghi precedenti convegni, non mancò di assicurare l’impegno dell’Amministrazione comunale nel contrastare l’illegalità e nell’affermare la necessità di una maggiore collaborazione da parte di tutti i cittadini.
     Incontratolo subito dopo davanti alla sede del Comune, sulla scorta dei discorsi appena ascoltati, colsi l’occasione per sollecitarlo cortesemente a dare seguito al progetto, restando ormai poco tempo alle scuole per attivarsi. Mi confermò il suo interesse al problema convenendo che i tempi si stringevano sempre più e che, eventualmente, si poteva  dare avvio subito alla fase organizzativa e continuare dopo la riapertura dell’anno scolastico successivo.
     Sulla scorta delle deliberazioni degli organi competenti e delle ripetute assicurazioni ricevute ed allo scopo di non gravare sul bilancio comunale negli anni futuri, ai sensi della legge n° 216/’91 “Primi interventi in favore dei minori  a rischio di coinvolgimento in attività criminose”, unitamente al Distretto Scolastico, il Movimento di Cooperazione Educativa, in data 17 marzo ’99, presenta al Sindaco, per il successivo inoltro alla Prefettura di Bari entro il 30 marzo e a seguito di deliberazione di Giunta, un nuovo e più articolato progetto rivolto a 60 minori a rischio intitolato “Partecipare per crescere insieme: il Consiglio comunale dei Ragazzi”.
     Lo stesso giorno di chiusura dei termini di presentazione dei progetti alla Prefettura di Bari, il Sindaco comunica al Presidente del Distretto scolastico l’impossibilità di deliberare in favore del progetto, con la motivazione che la scarsità di fondi ministeriali non avrebbe consentito l’accoglimento di più richieste. 
     Con il nuovo secolo e le altre amministrazioni succedutesi fino al 2012, abbiamo sollecitato più volte, anche nella veste di presidente della Consulta delle associazioni, l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Vincenzo di Tria, ma anche qui, alle assicurazioni verbali non sono mai seguite deliberazioni concrete.
     Confidiamo nella nuova amministrazione presieduta dal sindaco Ninni Gemmato, che ha fatto  dell’”ascolto” , anche nei nostri confronti, un impegno reale e concreto come hanno dimostrato gli incontri estivi sul Bilancio comunale e il recente atto di indirizzo “Anagrafe pubblica degli eletti del Comune di Terlizzi” votato all’unanimità il 30 novembre scorso dal Consiglio comunale.