domenica 25 marzo 2012

CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI AI NASTRI DI PARTRENZA

Nella mia veste di presidente uscente della Consulta delle Associazioni e di referente del Centro Studi “Aldo Moro – IV Fase”, presieduto da Ernesto De Robertis, ho avuto il piacere di partecipare all’incontro promosso, anche su mia sollecitazione nel mese di gennaio scorso, dal commissario prefettizio dott. Mario Volpe con le associazioni cittadine. Obiettivo dichiarato: avviare il percorso ricostituente, dopo oltre due anni di assenza, della nuova Consulta delle Associazioni, così come prevista dal nuovo regolamento comunale illustrato dal segretario generale dott. Zanzarella. Si è trattato, insomma, di creare le condizioni per procedere all’elezione del nuovo presidente e del coordinamento, dopo aver dato un’ ulteriore possibilità di iscrizione alle associazioni ancora inadempienti. Si è convenuto, dopo un interessante dibattito, di rinviare tali adempimenti a dopo la metà del mese di aprile.

Non avendo potuto nel mio indirizzo di saluto e di ringraziamento al Commissario per la sensibilità istituzionale dimostrata esplicitare in maniera compiuta le proposte che da anni rivolgo agli amministratori comunali lo faccio in questa sede sperando di fare una cosa utile ed interessante.

Si tratta, innanzitutto, di individuare alcune priorità fondamentali, spesso ignorate dai precedenti amministratori: salvaguardare e rispettare i diritti di cittadinanza previsti dallo Statuto comunale.

La nuova Amministrazione dovrà prevedere tra i suoi componenti un referente per i rapporti con la Consulta, dare ai suoi organi (Assemblea, Coordinamento e Presidente) la possibilità di incontrarsi in una sede mesa a disposizione dal Comune. A questo proposito il segretario comunale ha dichiarato che potranno essere messi a disposizione alcuni locali situati presso il nuovo Mercato dei Fiori.

Ai sensi dell’art. 14 dello statuto comunale dovranno essere programmate e rese sistematiche le consultazioni dei cittadini, associati e non, attraverso assemblee popolari, conferenze di settore, incontri, questionari e ricerche, con particolare riferimento ai problemi urbanistici, sociali, culturali, turistici e commerciali.

Si tratta, insomma, di farsi promotori di un nuovo “patto sociale” fondato sui diritti di cittadinanza, lavoro e sviluppo. Si deve finalmente poter realizzare un patto istituzionale tra il Comune, la Consulta delle Associazioni ed il volontariato sociale per la nascita di un tavolo permanente di confronto programmatico per rendere più adeguata la risposta amministrativa alla domanda sociale dei giovani e delle fasce più deboli della nostra società.

Sono questi soltanto alcuni degli argomenti da iscrivere all’o.d.g. della pubblica discussione tra tutte le parti politiche che si accingono a chiedere il consenso all’elettorato terlizzese per la formazione della futura Amministrazione comunale. Con questi ed altri problemi, tutti insieme, nel rispetto dei principi costituzionali di solidarietà e sussidiarietà, ci si dovrà misurare nel prossimo futuro, se veramente – come si dice nei vari comizi elettorali di questi giorni – si vuole costruire una città sempre più solidale, colta, operosa, sana, sicura ed armoniosa. In una parola, una “città amica”, chiamata a fare tessuto, ricercando al suo interno sinergie e momenti di cooperazione, per puntare sinergicamente allo sviluppo dell’intero sistema locale di riferimento.

Per la realizzazione di queste politiche, di questi programmi e di questi progetti, il Centro Studi Politici “A. Moro” ed il Centro Studi “A. Moro IV Fase”, come sempre, continueranno a non far mai mancare il rispettivo contributo di idee e di proposte.

lunedì 19 marzo 2012

21 e 24 marzo: Giornata internazionale della poesia e Giornata nazionale per la promozione della lettura. Non dimentichiamocene!

Il Forum degli Autori, da quasi un anno impegnato attraverso gli scrittori coratini ad evidenziare sempre più con i cosiddetti “Caffè letterari” e con la partecipazione ad eventi significativi in collaborazione con La Secop editori (vedansi i “Giovedì letterari” condotti da Gaetano B ucci), con ’l’associazione di poeti baresi “La Vallisa”, con la Pro Loco (Concorso letterario) il valore della letteratura, della narrativa, della poesia e dell’arte in tutte le sue espressioni.
Non possiamo mancare di ricordare alle istituzioni ed ai cittadini amanti della cultura due importanti date previste in questo mese: il 21 marzo, la “Giornata internazionale della Cultura“, patrocinata in tutto il mondo dall’Unesco e il 24 marzo “ la “Giornata nazionale per la promozione della lettura”.
Nella nostra città – come ben ricordano i numerosi partecipanti - abbiamo già vissuto un ”Autunno in poesia” . Ha cominciato l’Università della Terza Età con l’incontro letterario sul Risorgimento tenutosi il 14 ottobre, che ha avuto come brillanti relatori i proff. Aurora Vangi e Franco Vangi, i quali in un’affollatissima sala hanno declamato versi poetici dei più grandi autori dell’Ottocento; si è continuato il giorno 23 nel Centro parrocchiale “Luisa Piccarreta” con le “Poesie in dialogo”, lette e commentate dalle brave poetesse Anna Mininno, Angela Strippoli, Rossella Zucaro. Anche il Forum degli autori ha offerto il proprio contributo con il “Caffè Letterario” tenutosi presso il bar “Carlos” il giorno 4 novembre, che ha avuto come protagonisti i nostri poeti Anna Mininno “La bimba sul cilindro”), Angela Strippoli (“Dal grembo del cuore”) Rossella Zucaro (“Nakshi-Dil-Lingua Ricamata”), Gaetano Bucci “Cor Sine Labe – Storia antologica della poesia di Corato”), Domenico Mazzilli (“Citte citte mezz alla chiazz) e Gerardo Strippoli (“Titte Titte - raccolta di poesie in vernacolo”).
Tutti questi incontri hanno voluto suggerire percorsi, indicare esempi e dare voce “dal vivo” ai versi dei nostri poeti. Insomma, un gioco di rimandi tra poesia “da leggere” e poesia “da sentire”. Filo conduttore di questi eventi culturalmente rilevanti sono, evidentemente, l’io, la soggettività, il senso della vita, portati sul piano dell’immaginazione, della poetica, dell’arte. Un viaggio sentimentale. Un viaggio dentro una passione forte.
Ci auguriamo di assistere anche ad una “Primavera poetica” celebrando non solo le due citate ricorrenze ma cercando anche di rispondere alle domande che in questi giorni particolarmente difficili dal punto di vista politico, sociale ed economico molti cittadini si pongono: la poesia è necessaria? Serve a qualcosa? E’ utile all’uomo? Lo ha aiutato a crescere, a vivere meglio, a trovare un qualche lume che lo ha accompagnato nel suo cammino e gli ha aperto nuovi sentieri? O è soltanto un inutile gioco, affascinante quanto si vuole, ma privo di qualsiasi incidenza?
Modestamente posso rispondere citando alcuni concetti espressi nel mio recente libro “Vademecum per gli autori esordienti” dicendo che la poesia è una delle più nobili arti umane. Fin dall’infanzia l’uomo prova a raccontare emozioni, sentimenti, a ridipingere e rappresentare la realtà usando le parole. Che sia in rime o che si esprima i versi sibillini essa tenta di comunicare agli altri ciò che portiamo dentro. Leggere una poesia, commentarla o declamarla è quasi indossare i panni del poeta che l’ha scritta, fare proprio quel momento unico della vita raccontato attraverso le parole.
Non posso fare a meno di ricordare la mia esperienza professionale di insegnante. I momenti più toccanti del mio insegnamento sono stati quando ho potuto leggere le prime produzioni, i primi tentativi poetici degli alunni, sia che si trattasse di filastrocche ricolme di innocenti rime, sia che si trattasse di versi sparsi. Nulla è più sublime del bambino poeta. Il bambino poeta non scrive per incantare, non scrive nemmeno per raccontare o affabulare, il bambino-poeta semplicemente esprime se stesso e il suo mondo, scrive comunicando gli affetti più cari. Non per nulla i primi versi sono rivolti alla mamma e al papà o alle prime amicizie. Se un bambino vi regala una poesia conservatela per la vita: nessun altro dono sarà così puro e sincero. Un giorno magari cambierà idea. Ma i suoi versi avranno scolpito, quasi come sulla pietra, il bene che vi vuole.
La poesia è una forma di comunicazione con la quale si manifestano agli altri momenti di vita vissuti, emozioni provate. La mente sa interpretare le emozioni, sa organizzare le nostre percezioni, sa individuare relazioni, sa costruire schemi e sa muoversi anche al di fuori di essi.
Attraverso il linguaggio poetico si impara a poco a poco a conoscersi a conoscersi come si è fatti “dentro” e questo serve per acquistare sicurezza, fiducia in se stressi e per costruire la propria identità.
Provare a scrivere una poesia non è altro che saper leggere la nostra mente, saper ascoltare la voce del nostro io interiore, saper percepire le nostre emozioni e sensazioni, saper ascoltare la voce del nostro io interiore, saper percepire le nostre emozioni e sensazioni, saper sognare, riuscire ad essere “grandi” pur amando le piccole cose. “fare poesia” è guardare la realtà con occhio diverso, con sensibilità e profondità di sentimenti, è esprimere ciò che si prova con un linguaggio particolare.
Con il linguaggio poetico si impara ad usare la fantasia con la quale possiamo modificare la realtà a nostro piacere. Con la poesia s’impara a creare qualcosa di bello e s’impara ad apprezzare quello che di bello dci propongono gli altri.
Si scrive di getto quando si vivono emozioni forti in positivo o in negativo, quando invece la vita scorre tranquilla la vena poetica sembra in letargo. La poesia è un atto creativo con il quale si vuole manifestare in versi una determinata visione del mondo.
Il Forum degli Autori è nato per ampliare questo accesso alla creatività e seminare la letteratura là dove meno ce la si aspetta, per far scendere la parola in versi, in prosa dalle austere stanze dell’accademia ai bar. Per sfidare la noia mortale cui spesso si pensa quando si dice “poesia”, “romanzo”, “saggio” e mettere insieme elementi apparentemente lontani fra loro come scienza, letteratura, azione, improvvisazione e ispirazione.
Il Caffè Letterario”, insomma, è per chi ha capito che il mondo non è, senza la relazione. Per quanti preservano la propria curiosità e vogliono trascorrere una serata differente, per chi ha proprio voglia di qualcosa fuori dagli schemi.
Quando vorrete, cari lettori, vi aspetteremo tutti volentieri. Vi basterà consultare il nostro sito web: “Forum degli autori.altervista.org”, o usare Facebook cercando il gruppo “Forum degli autori di Corato”.

domenica 18 marzo 2012

Proposta per un Consiglio comunale con le “MANI PULITE”

Mancano ormai pochi giorni al 2 aprile p.v. per la consegna delle liste elettorali che concorreranno alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio e, dopo le elezioni primarie, partiti e movimenti si accingono a formarle adottando diversi criteri di rappresentanza.
Il Centro Studi Politici “A. Moro”, come di consueto, continua a fornire il suo contributo affinché il confronto politico, elettorale e programmatico si svolga nella massima trasparenza, lealtà e concretezza, ma soprattutto con uno stile diverso dal passato, il cui risultato è stato quello di non garantire continuità amministrativa e unitarietà, ma, soprattutto, democraticità e partecipazione al bene comune da parte di tutti gli attori che hanno calcato la scena politico-amministrativa.
Nel momento in cui le pagine dei giornali e i servizi televisivi ci bombardano quotidianamente di notizie e commenti sui temi della corruzione, concussione, mafia, estorsione e riciclaggio, che a 20 anni da “Tangentopoli”, la fanno ancora da padrone, è opportuno che a livello politico-amministrativo ci si impegni da subito sui numerosi temi sui quali è concentrata ormai l’attenzione di tutti coloro che credono ancora nell’affermazione della legalità a tutti i livelli e che non vogliono rivivere la umiliante situazione degli anni ’90 in cui il Consiglio comunale di Terlizzi fu sciolto “per infiltrazioni mafiose”, anche se poi non ci furono soggetti condannati. Ciò non toglie che esiste un precedente e che il rischio non è del tutto scongiurato.
Affinché tali situazioni non abbiano modo di verificarsi è opportuno che prima dell’elezione del nuovo Consiglio comunale, partendo dal basso, ci sia l’impegno concreto di tutti i futuri amministratori (sindaco, assessori, consiglieri comunali) per la legalità e la trasparenza, al fine di riconquistare la fiducia dei cittadini e dell’elettorato. Si eviterà così di trovarsi ad ascoltare le mortificanti confessioni di un insospettabile e stimato sindaco, come quello di Bari, scivolato sulle “cozze pelose e gli astici”, offertigli da uno dei titolari di un’impresa caduta sotto il torchio della magistratura.
Un modo per evitare questi inconvenienti potrebbe essere quello di adottare un codice etico sul modello della “Carta di Pisa”, documento elaborato dall’associazione nazionale “Avviso Pubblico”, così come proposto dall’assessore alla Legalità di Giovinazzo Massimo Stufano, in vista delle elezioni amministrative di primavera. Il documento ha il palese obiettivo di ostacolare quei personaggi che, acquisendo ruoli istituzionali e cariche amministrative possano rappresentare un canale privilegiato tra politica e malaffare.
In concreto, si tratta di una “Carta” che contiene dei “comandamenti” precisi per gli amministratori locali su una serie di questioni specifiche come la trasparenza, il conflitto di interessi, il finanziamento dell’attività pubblica, la nomina in enti e società pubbliche, i rapporti con l’autorità giudiziaria e con i mezzi di comunicazione.
La “Carta” prevede, tra gli impegni che l’amministrazione assume al fine di favorire trasparenza e legalità nella propria attività “il divieto di accettare regali oltre i 100 euro di valore, dimissioni immediate in caso di semplice rinvio a giudizio per corruzione, concussione, mafia, estorsione e riciclaggio, divieto di ricoprire incarichi per soggetti privati destinatari delle sue decisioni di sindaco nei 5 anni successivi alla scadenza del mandato. Inoltre, l’amministratore pubblico renderà note le associazioni di cui è affiliato e socio e la propria situazione reddituale”.
Terlizzi si prepara all’appuntamento con le urne con diversi candidati sindaci, sostenuti da un nutrito numero di sigle e liste. La numerosa quantità di partecipanti non esclude la possibilità di “infiltrazioni” sospette. “Se tutti i candidati s’impegnassero ad adottare la “Carta di Pisa” – ha dichiarato l’assessore di Giovinazzo - il rischio potrebbe essere scongiurato o fortemente ridimensionato. Ma perché questo sia possibile, è fondamentale che siano gli stessi politici a dare il giusto segnale, impegnandosi sin da ora ad adottarla subito dopo l’insediamento del nuovo Consiglio comunale”. Come? “Attraverso un atto di Consiglio comunale, o di Giunta. Ancora, proprio per coinvolgere le opposizioni, di qualsiasi colore esse siano, attraverso una loro richiesta formale, o addirittura attraverso un atto monocratico del sindaco”.
Come Centro Studi Politici “A. Moro” auspichiamo che tutti i concorrenti alle elezioni amministrative del 7 maggio prossimo possano impegnarsi a farla adottare dal Consiglio comunale di Terlizzi per diffondere e rafforzare l’impegno concreto per la legalità e valorizzare quelle belle pagine di politica e amministrazione pubblica che tutti dicono di voler scrivere.
Chi vivrà vedrà!

venerdì 16 marzo 2012

DALLA POLITICA PARLATA AI PROGRAMMI CONCRETI

Siamo grati agli amici del Centro Studi “A. Moro “Quarta fase” di Terlizzi, che ogni giovedì offre agli aderenti ed ai cittadini la possibilità di discutere in modo concreto ed intelligente delle problematiche culturali, sociali, amministrative, politiche e d elettorali che riguardano la città di Terlizzi alla vigilia di una competizione elettorale che vede contrapposti partiti, liste civiche, candidati sindaci ed elettori non tanto entusiasti.
Al momento, però ci spiace rilevare, che le condizioni e le modalità di elaborazione di in progetto politico-programmatico a breve, medio e lungo termine dalle quali scaturisca una visione concreta e lungimirante del futuro di Terlizzi, sono appannaggio soltanto di qualche associazione. Si deve ancora passare dalla politica parlata ai fatti, effettuando con saggezza e determinazione delle scelte strategiche fondamentali, che vedano il coinvolgimento e la valorizzazione del mondo della cultura, della scuola, delle associazioni, delle imprese, dei sindacati
Tutti coloro che si candidano al governo della città ed i rispettivi elettori hanno il dovere di elaborare e confrontarsi su un progetto politico-amministrativo in cui siano affrontati i fattori di rischio, risolte le condizioni di emarginazione, di solitudine, di degrado, di mancanza di speranza in un futuro migliore presenti nella comunità cittadina. Questo, a nostro avviso, diventa il vero banco di prova di una classe dirigente responsabile per affrontare il problema drammatico della crisi economica.
Non ci potrà essere sviluppo economico se i futuri amministratori comunali ed i rispettivi referenti politici non s’impegneranno nel garantire livelli soddisfacenti di vita per i cittadini, legalità, servizi efficienti, verde pubblico con spazi attrezzati per i bambini, quartieri periferici rivitalizzanti, centro storico risanato, zona industriale artigianale ampliata, ben servita e veramente all’altezza dei bisogni dell’utenza e delle imprese, che potrebbero costituirsi in consorzi, non gravando così sul bilancio comunale per far fronte alle relative infrastrutture.
Il problema vero, però, non sta tanto nell’elenco delle cose da fare. Il punto centrale da discutere, prima di mettersi al lavoro in forma dipartimentale all’interno dei partiti, delle coalizioni, dei movimenti e delle associazioni è trovare un filo conduttore unitario, capace di contrapporsi efficacemente alla cultura del frammento, degli interessi soggettivi e di categoria. Bisogna avere la capacità e la forza di far capire che una città è un tessuto connettivo, un sistema vivente dove il tutto è maggiore delle sue parti e dove ogni azione in un punto qualsiasi di questo sistema ha senso soltanto se si ricollega alla totalità che lo comprende.
L’augurio che rivolgiamo a tutti gli attori di questo momento elettorale è quello di rendersi interpreti di queste non più rinviabili esigenze di democratizzazione e di sviluppo economico e sociale avvertite a tutti i livelli e più volte richiamate con lettere a mezzo stampa dal sottoscritto e con documenti redatti dai banchi della Consulta delle associazioni, sempre disattesi e ignorati.
Senza programmi concreti coerenti con l’ispirazione democratica, forti nei contenuti sociali e convincenti nella proposta politica globale, si potrà solo avere un consenso effimero di facciata, ma non si favorirà mai lo sviluppo del territorio e la crescita della speranza nelle giovani generazioni
Ai cittadini–elettori, rispettosamente, ricordiamo che il nuovo Comune postula, per essere veramente nuovo, una comunità vigile, attenta, partecipante ed, eventualmente, anche critica e determinata nella difesa dei diritti di cittadinanza e nella lotta contro le inefficienze e le ingiustizie. Ne conseguirà certamente un’immagine nuova per Terlizzi, utilizzabile e spendibile nel mercato regionale, nazionale ed europeo, a beneficio di tutti.

CENTROSINISTRA: SI ATTENDONO RISPOSTE

Quando potremo avere conoscenza della costituzione di una coalizione di centro-sinistra pluralista, aperta al dialogo, disponibile a ricercare positive convergenze programmatiche con tutti coloro che si battono per un profondo cambiamento nella gestione amministrativa della città di Corato?
Quando potremo vedere forze politiche, orgogliose della propria identità, ma anche unite nella concorde volontà di collaborare e di ricercare una sintesi a partire dalla ricchezza costituita dalle proprie diversità storiche e culturali?
Quando potremo essere certi dell’esistenza di forze che mettono a disposizione della città anzitutto i valori che le accomunano: la centralità della persona umana, il metodo democratico, la laicità dello Stato e delle sue articolazioni locali, la tutela dell’ambiente, l’importanza e la dignità del lavoro inteso come diritto e come occasione per valorizzare la persona e rafforzare la coesione sociale?
Quando potremo vedere organizzazioni partitiche e movimentiste che intendono la politica come servizio e la considerano uno strumento nobile e insostituibile per affermare i principi di giustizia, di eguaglianza e di solidarietà che stanno alla base della nostra Carta Costituzionale?
Quando potremo leggere un programma proposto ai cittadini che rappresenta il risultato di una intensa elaborazione collettiva che ha lavorato anzitutto su una domanda decisiva: come creare, proprio in un momento di grave crisi economica e sociale, le condizioni perché la nostra comunità possa riconoscere e mettere a profitto le opportunità derivanti dalle grandi trasformazioni che stanno toccando il nostro territorio?
Quando si dialogherà in modo aperto e trasparente con tutti, anche con chi non ha finora votato per i partiti del centrosinistra e con i delusi della politica, per ridare senso e motivazione alla partecipazione democratica, consapevole, responsabile e creativa del maggior numero possibile di cittadini?
Quando si ricercherà la collaborazione di singoli e associazioni, non solo durante la campagna elettorale, ma anche nei cinque anni della prossima amministrazione?
Poiché l’interesse generale non può essere la somma di interessi particolari è compito della politica perseguire dare risposta a queste domande, portando a sintesi le istanze che emergono da tutti i gruppi sociali. Perseguire questo risultato è possibile facendo affidamento sulla generosità e sull’onestà intellettuale e morale di un nuovo gruppo di amministratori (sindaco, assessori, esperti) competenti e consapevoli di operare per il bene comune al di fuori di qualsiasi tornaconto personale o di parte. La nostra unica aspirazione è dunque quella di contribuire a migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini.
La priorità più urgente è quella di consolidare il senso di appartenenza alla comunità locale, lottando contro la disgregazione di una società che rischia di dividersi e frantumarsi a causa della gravità di situazioni economiche personali e familiari sempre più difficili. Bisogna sconfiggere il senso di solitudine dovuto all’assenza di prospettive di avanzamento sociale, all’aggravarsi della precarietà del lavoro che rende sempre più incerta soprattutto per i giovani, la possibilità di progettare la vita propria vita. Bisogna contribuire a superare il senso di insicurezza che colpisce soprattutto i deboli, gli anziani, i portatori di handicap, per la diffusione di paure spesso infondate ad opera di politici irresponsabili a caccia di facili consensi.
Crediamo che solo una comunità in cui ci si riconosca e che generi fiducia e rispetto reciproci, può rappresentare un antidoto a queste sofferenze. Solo così si potrà ottenere il riconoscimento dei nostri concittadini per governare nei prossimi anni la città di Corato, avendo come riferimenti ideali irrinunciabili:
• la legalità, l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle regole, l’impegno per il bene comune;
• l’amore per il nostro territorio e chi in esso vive e lavora, con un’attenzione particolare ai temi dell’ambiente, della convivenza e dell’integrazione sociale, della difesa delle fasce sociali più deboli, del sostegno all’istruzione e alla cultura, della promozione del volontariato, così da favorire la formazione di coscienze solide e positive e una forte coesione sociale;
• la creazione di un rapporto di collaborazione continua fra l’Amministrazione Comunale e tutti coloro che operano nel territorio: le organizzazioni del lavoro, delle professioni, dell’imprenditoria, le istituzioni scolastiche, la cooperazione sociale, le associazioni giovanili, le comunità parrocchiali, le associazioni culturali e con tutte le forze che concorrono allo sviluppo sociale, economico e civile della nostra comunità;
• la valorizzazione delle risorse culturali e morali offerte alla nostra città dalle migliaia di immigrati onesti e operosi che da tempo contribuiscono a costruire la ricchezza del nostro territorio creando le condizioni perché i loro figli si sentano corresponsabili con i nostri figli di un futuro armonioso e creativo;
• la necessità di facilitare, incentivare, sostenere la costruzione di una rete di associazioni al fine di definire, partendo da un rapporto stretto con le stesse, criteri trasparenti di accesso alle risorse (sedi, spazi per attività culturali e sociali, patrocini, contributi), una programmazione coordinata e ragionevole delle iniziative nel tempo e negli spazi.
Da quasi vent’anni, a Corato, sono sempre gli stessi partiti e gli stessi gruppi di potere che governano la città: è giunto il momento di cambiare pagina sulla base di proposte alternative, chiare, serie ed oneste. Diciamo ai coratini che è tempo ormai di uscire dal torpore, dall’immobilismo, di trasformare il mugugno e le lamentele, nel coraggio del cambiamento, perché l’alternanza al governo delle istituzioni e, dunque, anche del nostro Comune, è la prova che una democrazia compiuta è concretamente possibile.
E’ quanto sembra sia intenzionato a fare il Partito Democratico da tempo impegnato a costituire una coalizione di centro-sinistra e a redigere un programma amministrativo attraverso incontri settimanali presieduti dal segretario politico e dai suoi cinque consiglieri comunali. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Auguri a tutti!

domenica 11 marzo 2012

ALDO MORO: PERCHE’ CONTINUARE A RICORDARE

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, la fiat 130 che trasportava l’on. Aldo Moro, dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma, alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra Via Mario Fani e via Stresa. Gli uomini delle B.R., uccisero, in pochi secondi, i 5 uomini della scorta: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della democrazia Cristiana.
Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Montalcini, il corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, fu ritrovato il 9 maggio nel baule posteriore di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani, emblematicamente vicina sia a Piazza del Gesù (dov’era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via selle Botteghe Oscure (dov’era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano). Fu sepolto nel comune di Torrita Tiberina, piccolo paese della provincia romana ove lo statista amava soggiornare. Aveva 61 anni.
Il Centro Studi Politici “A. Moro” nel ricordare annualmente le date che ci richiamano il sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta, mentre resta ancora tanto da dire e da scoprire sui 55 giorni della sua prigionia, vuole sempre evidenziare la grande attualità del pensiero moroteo soprattutto per la sua grande capacità di guardare “non solo al domani ma anche al dopodomani”. Il pensiero (filosofico-giuridico e politico) di Moro è attuale, oggi più che mai, perché Moro è stato capace di cogliere con grande anticipo i tempi nuovi, di indagare le trasformazioni di una società che si avviava a diventare sempre più complessa e quindi difficile da inquadrare con le categorie e i parametri precedenti.
In lui c’è sempre stato il tentativo di cogliere i tratti di una democrazia difficile, caratterizzata dalla sua giovane età e dalla difficile circostanza della guerra fredda che la costringe in una forma bloccata, dimezzata. C’è l’aspirazione verso una democrazia più matura, compiuta, una democrazia dell’alternanza, del reciproco riconoscimento tra gli opposti schieramenti politici. Una democrazia del dialogo, della collaborazione, della condivisione.
E proprio su questo tema l’elaborazione politico-culturale di Moro è straordinariamente acuta, e presenta per noi motivi di grande attualità. Riscoprendo, per esempio, il senso più vero della politica, che è chiamata ad intervenire sempre più spesso con competenza, lungimiranza, responsabilità, moralità. Questo impegno di umanizzazione dell’esperienza si concretizza in ciò che Moro aveva colto: la difesa, il consolidamento e l’espansione del processo democratico. E’ questo, infatti, lo strumento più efficace rispetto al complicarsi dei fenomeni sociali, del crescente pluralismo sociale e culturale, della sempre più evidente inadeguatezza e insufficienza dello Stato ormai troppo grande per far fronte alle “piccole” questioni, ma decisamente troppo piccolo per affrontare e risolvere le grandi problematiche del nostro tempo.
“Questa Italia disordinata e disarmonica è però infinitamente più ricca e più viva dell’Italia più o meno bene assestata del passato. Ma questa è solo una piccola consolazione. Perché anche nel crescere e del crescere si può morire: Ma noi siamo qui perché l’Italia viva, e non come uno Stato di gracili strutture economiche e politiche, ma come un grande paese moderno e civile, che abbia trovato il giusto ritmo tra lo sviluppo economico e sociale ed il progresso istituzionale e politico. Per giungere a tanto occorre che noi, Governo e popolo, siamo collegati in modo reale e durevole e profondamente solidali” ( Dal discorso tenuto alla Camera dei deputati il 3 dicembre 1974)
Cosa rimane allora dell’insegnamento politico di Moro? Se si guarda il quadro politico dei nostri giorni non si può non cadere nello sconforto: i partiti ridotti a contenitori senza identità e senza cultura; liste bloccate imbottite di personaggi mediocri che privano il cittadino del momento più importante in cui si esplica la sua sovranità e la sua partecipazione democratica. Come può questa classe dirigente autorefernziale pensare di affrontare le problematiche dei n ostri tempi, le problematiche di una società complessa? Infatti, non li affronta, spesso perché non ha le capacità culturali per comprenderli… si limita a gestire il potere, ad ingrassare.
Quell’avvenimento del 16 marzo 1978, e dei 54 giorni che sono seguiti, è ancora presente nella vita di questo paese; è da allora che la politica italiana è entrata in crisi, in una crisi da cui non si vede ancora una via d’uscita. E’ da quel 16 marzo che la classe politica italiana è entrata in crisi, in una crisi da cui non si vede ancora una via d’uscita. E’ da quel 16 marzo che la classe politica italiana si è attorcigliata su se stessa e si dimena in una impotenza onnivora. E’ impotente di fronte ai problemi economici e sociali; è ripiegata silo sulla gestione del potere, sullo spreco dello risorse pubbliche; l’unica preoccupazione è quella di perpetuarsi, di riprodursi in una inarrestabile corsa verso il basso. Tanto più crescono la sua impotenza e la sua incapacità di amministrare la cosa pubblica, tanto più aumenta la sua ansia ossessiva, onnivora, di privilegi di casta.
Nelle lettere dalla prigione e in molti discorsi Moro profetizza la degenerazione patologica di un sistema di potere chiuso su se stesso. In una lettera del 24 aprile del 1978 scrive: “Io ci sarò ancora come un punto irriducibile di contestazione e di alternativa”.
Purtroppo, lui non c’è, ma dal suo nome e nel suo nome può partire una mobilitazione culturale e sociale per il riscatto della Politica.

giovedì 8 marzo 2012

Dal Centro Studi Politici “A. Moro” l’invito a un 8 marzo che sia di riflessione sociale e politica

In occasione della ricorrenza fuori dai soliti schemi e dalle manifestazioni autocelebrative, l’associazione presieduta dal prof. Vito De Leo, offre al mondo politico ed alle istituzioni cittadine una riflessione in merito alla necessità di adottare politiche specifiche a sostegno delle donne che si trovano ancora in una posizione di svantaggio rispetto all’acceso e al godimento di diritti fondamentali nella società civile e politica.

L’8 marzo è la festa della donna, anche il Centro Studi Politici “A. Moro” vuole riservare un proprio spazio dedicato a questo tema. Come sempre ci auguriamo che questa ricorrenza non sia “solo” una giornata in cui le donne vanno a pranzare con le amiche, bensì un giorno della memoria che ricordi lo sfruttamento e, in certi casi, la schiavitù che le donne hanno dovuto subire in passato e subiscono ancora oggi in qualche angolo del mondo. Nello stesso tempo, speriamo che sia da stimolo a tutti per fare in modo che le pari opportunità non siano uno slogan di cui vantarsi, ma un modo reale di operare quotidianamente per fare scomparire le diversità legate al sesso, alle religioni, al colore della pelle o a tutte quelle differenze che devono essere considerate una ricchezza della natura umana e non un mezzo da utilizzare per perseguitare altri esseri umani che hanno la nostra stessa intelligenza, i nostri stessi sentimenti e desideri, le nostre stesse , non verticistica, non autoreferenziale, sottratta agli individualismi ed egoismi personali.
E’ di questi diritti-doveri negati o insufficienti nella nostra comunità cittadina ai livelli istituzionali e politici che in questo giorno particolare vogliamo parlare.
Com’è noto, il nostro Consiglio comunale, formato da 31 membri, vede presente una sola donna: Maria Bovino, soltanto perché fu candidata sindaco del PD e non perché eletta in una lista; la Giunta comunale non annovera alcun assessore donna; tra gli Istituti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale figura da oltre tre anni la Consulta delle Pari opportunità, che, però, non è mai stata insediata.
L’8 marzo non può restare una data simbolica: può essere, invece, occasione di rilancio tesa a sancire, a livello politico-istituzionale – la presenza paritaria in Giunta delle donne.
Nella formazione delle due ultime Giunte comunali di Corato sono state commesse gravi violazioni di legge, come ha dovuto constatare recentemente il sindaco di Molfetta, sen. Azzollini. La presenza dei due sessi negli organi collegiali del Comune e negli enti e/o aziende da esso dipendenti è assicurata dal Testo unico degli Enti locali, che rinvia allo Statuto comunale le modalità di attuazione di tale norma di principio. “Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di Pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della Provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti”.
Questo significa puntare su una cittadinanza piena e attiva, che sia politica, economica e sociale, di uomini e donne, con le stesse opportunità a pari condizioni e possibilità. Occorre realizzare un “patto fra generazioni e generi”. Un luogo metaforico aperto al contributo di tutti, uomini e donne, giovani e meno giovani. Serve un segnale di cambiamento profondo della politica istituzionale, che argini ed impedisca riserve, corporativismi e conservatorismi, che scelga di valorizzare le risorse e le intelligenze femminili
e giovanili. Che non favorisca la scomparsa delle donne dagli organismo rappresentativi, ma che preveda la presenza paritaria dei due sessi ed una maggiore partecipazione delle donne per una nuova politica riformatrice.
Speriamo, insomma, in partiti veramente riformisti e democratici. In partiti fatti di identità diverse che non costituiscono all’ interno dello stesso contenitore, la mera somma delle parti; ma che si rimescolino e si ritrovino in una stessa idea di progresso, in un sistema di valori condiviso; che promuovano coesione, senso di appartenenza, condivisione degli stessi valori forti; che sappiano coniugare partecipazione e decisione.
Per chi crede nella democrazia diventa assolutamente attuale e stringente avviare un percorso che valorizzi e raccolga le diverse energie, in modo aperto, partecipativo, innovativo.

domenica 4 marzo 2012

POLITICHE CULTURALI: DIRITTI E DOVERI

L’assemblea del Forum degli Autori, riunitasi il giorno venerdì 2 marzo, ha discusso ed approvato il seguente o.d.g. proposto dal presidente Vito De Leo.
“Secondo tutti gli indicatori economici, l’investimento in offerta culturale rende più di qualsiasi altro investimento economico. Corato negli ultimi anni ha visto un grande sviluppo delle presenze turistiche sul suo territorio durante tutti i mesi dell’anno e grande attenzione da parte dei visitatori è stata rivolta al patrimonio artistico e culturale presente in tutto il suo territorio. A nostro avviso fa pienamente parte del patrimonio culturale della città, assieme ai centri d’arte, al museo civico, alle chiese, ai monumenti ed alle collezioni, anche la sua offerta teatrale, di danza e musicale, oltreché i molti laboratori artistici, studi di pittori e artigiani disseminati in città. La politica di una amministrazione comunale che avesse a cuore lo sviluppo della città e il benessere dei suoi cittadini, deve necessariamente ripartire dalla politica di valorizzazione dell’offerta culturale. A questo proposito vogliamo segnalare qui sotto alcuni punti che nei nostri incontri periodici sono stati evidenziati circa l’urgenza di una politica all’altezza della situazione e dei bisogni urgenti.
- La politica culturale di una amministrazione pubblica deve essere uno dei principali cardini attorno ai quali l’azione politica e amministrativa si deve articolare.
- Le offerte e la tutela del patrimonio culturale e artistico di un territorio rappresentano motivo di attrazione da parte di turisti e investitori, oltreché di crescita per i cittadini tutti e il sostegno della amministrazione deve essere massimamente presente e efficace.
- L’accesso ai presìdi culturali del territorio è un diritto di tutti i cittadini ed è compito della pubblica amministrazione favorire e promuovere interventi e partecipazione.
- È un dovere di ogni amministrazione educare i giovani e gli studenti alla fruizione della cultura in tutte le sue manifestazioni, promuovendo e agevolando la loro partecipazione alle manifestazioni sul territorio e agevolando la partecipazione attiva e creativa.
- È un dovere della Pubblica Amministrazione agevolare la formazione delle professionalità necessarie per la tutela ed il mantenimento attivo della proposta culturale del territorio e promuovere e stimolare l’attività artistica e culturale dei suoi cittadini.
- È un dovere della Pubblica Amministrazione promuovere l’offerta culturale del territorio attraverso tutti i canali di comunicazione oggi disponibili per aumentare l’indotto economico derivato.
- L’Amministrazione Comunale deve superare la visione dell’ente pubblico che produce direttamente spettacolo o che valuta il valore artistico di artisti o di gruppi, per diventare strumento di distribuzione di servizi e di coordinamento del comparto.

- L’Amministrazione Comunale deve promuovere le potenzialità degli artisti e dei professionisti tecnici presenti nel suo territorio, e deve offrire la possibilità a tutti i cittadini di poter crescere e confrontarsi in qualsiasi ambito artistico o culturale.

Crediamo che servano delle mappe e delle rotte precise sulla direzione da prendere nel settore della cultura da parte di un progetto di amministrazione della cosa pubblica. La cultura è la principale risorsa del nostro territorio e merita di essere il cardine di ogni intervento futuro: cardine di un progetto per un intervento amministrativo, quindi politico”.
Un nostro obiettivo è mettere in pratica tutte le iniziative che possano consolidare le tradizioni e il nostro bagaglio culturale indirizzando il nostro impegno a far si che tutti i cittadini si sentano parte del cambiamento, in particolare i giovani, da troppo tempo in balia della noia e della mediocrità, puntare molto sulle scuole che sono una ricchezza e le fondamenta del nostro futuro.
Dal torpore ci si sveglia con la consapevolezza, una consapevolezza che è arrivata e dalla quale bisogna partire AGENDO non parlando soltanto.
Nel nostro paese vivono scrittori, pittori, fotografi, artisti, musicisti che non sempre sono stati valutati come dovrebbero, raramente si è puntato sul loro valore per stimolare la crescita e la nascita di altri persone che coltivino l’arte, la letteratura, la musica.
Dobbiamo incentivare le arti proponendo festival, concorsi letterari, gare fotografiche, mostre pittoriche: partendo dalla nostra città ed entrando in un circuito di eventi che racchiuda altri paesi della provincia e della regione, dandoci degli obiettivi chiari e perseguibili, favorendo anche uno scambio culturale con i comuni limitrofi.
Con la collaborazione potrebbero essere fatte grandi cose: e noi ci impegniamo seriamente a FARE, perché di belle parole sono state dette anche troppe, di discorsi politici ne abbiamo la testa piena ma di proposte concrete neanche l’ombra.
Vogliamo puntare sul capitale umano che offre il nostro paese, perché la ricchezza di una cittadina non si misura solamente dalle casse comunali, ma anche dal patrimonio umano e culturale che possiede”.
Le Associazioni culturali ed i liberi cittadini che condividono il presente appello possono inviare la loro adesione all’indirizzo e-mail del presidente del Forum degli Autori prof. Vito De Leo: deleo6844@tiscali.it.

mercoledì 29 febbraio 2012

GRAZIE SIG. MICHELE DE PALO

Nella mia veste di presidente del Forum degli Autori ho avuto l’onore di essere stato invitato dal presidente della 3° Commissione consiliare Antonio Longo a discutere del cospicuo lascito testamentario del sig. Michele De Palo, già dirigente della Biblioteca comunale “M.R.Imbriani” , in favore della stessa. Si tratta della notevole somma di € 300.000,00, divisi per 15 anni, da utilizzarsi esclusivamente per l’acquisto di libri destinati alla Biblioteca.
Di questo si discusse nella seduta del Consiglio comunale del 26 febbraio 2009, prendendo atto che a decidere sugli acquisti fosse “il Direttore della biblioteca, coadiuvato da apposita Commissione culturale e che il criterio guida fosse quello delle esigenze del pubblico”.
Da allora l’unico provvedimento adottato è la delibera di Giunta del marzo 2011, teso ad incamerare la somma presso la Tesoreria comunale.
In attesa di conoscere la risposta degli amministratori comunali ai quesiti posti dalla responsabile dei Presidi del Libro Angela Pisicchio e dall’avv. Francesco Edmondo Stolfa, rendo note le proposte redatte dal sottoscritto e sottoposte all’attenzione della 3° Commissione, del segretario Generale dott. Luigi D’Introno e del consigliere delegato alle politiche culturali Giuseppe D’Introno.

RACCOLTE BIBLIOGRAFICHE PER LA BIBLIOTECA COMUNALE “M.R.Imbriani” in esecuzione del lascito testamentario del sig. Michele De Palo.
PROPOSTE del presidente del Forum degli Autori prof. Vito De Leo
1. Nomina, ai sensi della volontà testamentaria, di un’”apposita commissione culturale e secondo esigenze del pubblico”.
2. Esigenze del pubblico:
• Riflettere la cultura della società e della comunità locale;
• Coinvolgere periodicamente la Consulta della Cultura, i Presidi del Libro, le Scuole cittadine ed il Forum degli Autori per l’aggiornamento della situazione in ordine ai criteri di acquisto dei libri;
• Stipulare una convenzione con le librerie locali per la comunicazione sistematica delle novità librarie alla direzione della Biblioteca da proporre alla Commissione culturale;
• Acquistare le edizioni letterarie degli autori locali;
• Incrementare il patrimonio librario relativo alle fasce di età e di livello di scolarizzazione dell’utenza;
• Incrementare il numero delle grandi opere tematiche di consultazione: in particolare gli ambiti enciclopedici, scientifici, saggistici, economici e finanziari;
• Pubblicare sul sito del Comune, sui siti web locali, sui giornali cittadini e presso la Biblioteca un sondaggio sulle preferenze dei cittadini per l’acquisto dei libri;
• Invitare alla pubblicazione, con relativa sponsorizzazione, gli autori di tesi di laurea riguardanti la città di Corato vista sotto ogni profilo;
• Acquistare libri in lingua straniera per gli immigrati.
Confidando in una maggiore sollecitudine nella realizzazione degli adempimenti previsti, compresi quelli relativi all’intitolazione di una sala della Biblioteca al sig. Michele De Palo, con l’affissione della sua immagine, esprimiamo l’auspicio che questi eventi contribuiscano, ancora di più e meglio, a far sì che la politica dell’amministrazione comunale deve necessariamente ripartire dalla politica di valorizzazione dell’offerta culturale.
Crediamo che servano delle mappe e delle rotte precise sulla direzione da prendere nel settore della cultura da parte di un progetto di amministrazione della cosa pubblica. La cultura è la principale risorsa del nostro territorio e merita di essere il cardine di ogni intervento futuro: cardine di un progetto per un intervento amministrativo, quindi politico e di pubblico ringraziamento per chi, come il sig. Michele De Palo,ha mostrato di possedere un altissimo senso di appartenenza alla propria comunità.

lunedì 6 febbraio 2012

LA SCUOLA AL CENTRO DEL DIBATTITO CULTURALE E POLITICO

Gli esponenti scolastici, sociali, culturali e politici in questo inizio d’anno, hanno dato vita ad un dibattito che vede la scuola, il territorio e le istituzioni strettamente legati per far progredire la comunità d’appartenenza e migliorare la qualità della vita dei cittadini che ne fanno parte.
E’ questo il denominatore comune degli organismi che in date e modalità diverse hanno cercato di rispondere alle seguenti domande: quale territorio per la Scuola dell’autonomia? Quali sono i rapporti che li legano con le istituzioni? Quali sono le risposte possibili e più interessanti? Se né discusso e se ne discuterà in diversi convegni organizzati da enti, associazioni e partiti.
Il primo incontro sul tema “Scuola e territorio”, si è svolto presso la Biblioteca comunale di Corato lunedì 30 gennaio alle ore 16.30, per iniziativa della Consulta permanente della cultura di Corato, presieduta dall’ins. Stefania Stefanachi e del coordinatore della Commissione per l’ambito pedagogico, ins. Arcangelo Speranza. Relatori sono stati la prof.ssa Isabella Loiodice, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Foggia, e la prof.ssa Caterina Montaruli, dirigente scolastico dell’ITC “P.A.M. Tannoia” di Corato e Ruvo di Puglia. Moderatore è stato il prof. Claudio Rocco. Hanno portato il saluto dell’Amministrazione comunale l’Assessore alla Pubblica Istruzione Franco Caputo e il consigliere delegato alle Politiche culturali del Giuseppe D’Introno.
Il secondo, sul tema “Autori, libri e lettori s’incontrano”, organizzato dal Forum degli Autori, presso il bar Sevent’In il giorno 2 febbraio, ha avuto come protagonisti la ex dirigente scolastica Annunziata Bevilacqua, Anna Mininno, già docente di lingue negli istituti superiori e la neolaureata Franca Maria Casamassima.
A seguire, il giorno 6 febbraio, presso il cinema “Elia”, organizzato dal locale Circolo del Partito Democratico, avrà luogo il convegno sul tema “Istruzione e formazione per la crescita e il lavoro”, che sarà trattato dalla dott.ssa Francesca Puglisi, Responsabile nazionale Scuola del PD.
Lasciando ad altri la cronaca di tali importanti meetings, mi permetto di aggiungere ai brillanti ed importanti contributi dei relatori citati anche il mio, frutto della mia esperienza di docente, di amministratore comunale, di operatore socio-culturale e di giornalista.
Il sistema scolastico nella scuola dell’autonomia – come giustamente è stato detto dagli intervenuti al primo incontro – presuppone un funzionamento in termini di efficacia e di efficienza. La realizzazione del piano dell’offerta formativa deve essere in sintonia con le esigenze emerse dal contesto sociale e culturale del territorio, e deve trovare completa applicazione su un impianto organizzativo funzionale alle strategie e su processi definiti; come linee di indirizzo del consiglio d’istituto e posti in essere dal collegio dei docenti.
Per garantire all’utenza scolastica percorsi formativi positivi occorre predisporre momenti di progettazione ma anche di analisi e di valutative delle procedure e dei risultati. Si tratta, insomma, di definire gli ambiti di intervento e le azioni concrete che è opportuno impostare per essere più efficaci e per rispondere alle esigenze della scuola e del territorio, che è motivo della stessa legittimazione.
Si tratta di individuare, attraverso il dialogo e il confronto, i dati essenziali, le necessità prioritarie, le urgenze e le fattibilità utili per un piano di intervento operativo che deve vedere parte attiva il Comune e tutti gli operatori economici, sociali e culturali.
L’esigenza di autovalutare il contesto in cui si opera per verificarne e valutarne la significatività e la produttività dell’attività scolastica si pone a fondamento dell’intera progettazione scolastica e a supporto dell’identità culturale e progettuale espressa nel POF, secondo la prospettiva del dichiarato, dell’agito, del pensato e del percepito, come chiaramente evidenziato dalla prof.ssa Isabella Loidice nel suo onnicomprensivo intervento.
Siamo, perciò, tutti chiamati a formulare nuove linee d’intervento: la scuola, i servizi sociali, il mondo dell’imprenditoria, l’amministrazione comunale, le associazioni, come ha ben chiarito la dirigente dell’ITC “Tannoia”, prof.ssa Caterina Montaruli.

Quello che è da mettere in atto è un profondo cambiamento culturale dove l’agenzia educativa principale, la Scuola, deve porre più solide basi, guardando non solo ai suoi programmi, ma ad una adeguata politica di integrazione e di inclusività. La mancanza di informazione, dalle più semplici alle più complesse, determina gravissimi disservizi. Non è più possibile operare per compartimenti stagni, occorre costruire una “rete “ permanente che unifichi il sistema Società.
L’educazione del futuro cittadino e del compagno di corso ( per quel che attiene al mondo scolastico) deve essere sensibilizzato a quante più problematiche, spesso non affrontate semplicemente perché non “considerate”, non certo per negligenza quanto per mancata presa di coscienza di questo o di quell’altro aspetto. Vestire i panni del cittadino attivo può arricchire di informazioni chi non lo è, può offrire spunto per un percorso di crescita, può sviluppare il senso dell’attenzione e della riflessione arricchendo il bagaglio culturale personale di docenti, di discenti e di tutti gli operatori. Solo interiorizzando e facendo diretta esperienza si arriva a con-dividere..
Questo per quel che attiene alla sfera educativa, ma noi riteniamo che tante sono le problematiche per le quali si deve e-ducare.
Nella nostra breve esperienza come associazione continuiamo a rilevare una grandissima dispersione di forze, molte sono le associazioni impegnate in questa direzione, ma altrettanto numerosi sono gli sforzi che vanno ad essere vanificati per non aver unito le forze, perdendo di incisività nei confronti di qualsivoglia istituzione o iniziativa. Portare a conoscenza il mondo della Scuola, in ambito locale, dell’esistenza della nostra Associazione vuol essere un punto di riferimento, per il quale si chiede il coinvolgimento di tutti, coinvolgimento che si realizza anche semplicemente porgendo problematiche o spunti per affrontare piccoli e grandi problemi.
Solo migliorando la comunicazione, gli interscambi e progettando insieme possiamo guardare ad una società meno discriminante e maggiormente inclusiva. Costruiamo per i bambini di oggi guardando agli uomini di domani cercando di assicurare loro la più alta dignità di vita. Per quanti volessero mettersi in contatto con il Forum degli Autori possono rivolgersi al sottoscritto presidente al suo indirizzo e-mail: deleo6844@tiscali.it.