giovedì 29 marzo 2012

LA CITTA’ DI OGGI E DI DOMANI

E’ aspirazione di tutti vivere in una città piacevole, dove si sviluppi un senso forte di appartenenza ad una comunità, dove l’ambiente urbano sia bello e gradevole, dove l’aria, l’acqua e il suolo non siano avvelenati, dove si possa godere di spazi pubblici accoglienti e di servizi efficienti: una città dove, senza rinunciare ai vantaggi della modernità, risulti preminente l’impiego di nuove fonti energetiche alternative e rinnovabili per conservare e migliorare il luogo in cui viviamo in modo tale da poterlo trasmetterlo più bello, più pulito, più sereno alle future generazioni.

Sono questi alcuni dei temi che sono oggetto di discussione, approfondimento e di proposta da parte del gruppo di lavoro istituito dalle associazioni Legambiente ed Arci, da una parte e del Partito Democratico dall’altra, in vista della scadenza fissata dall’arch. Giovanni Fuzio per presentare le proposte di miglioramento del PUG illustrate nella conferenza cittadina del 22 marzo scorso.

A questi incontri anche il sottoscritto, nella sua veste di presidente del Centro Studi Politici “A. Moro”, ha sentito il dovere di partecipare per offrire il suo disinteressato contributo di idee, che riassumo in questa sede molto brevemente.

Per realizzare l’obiettivo di una città più vivibile, più sicura e più amata, bisogna fare un uso parsimonioso del suolo, ridurre la prepotenza invasiva del traffico automobilistico, riqualificare tante zone abbandonate al degrado o alla speculazione, investire nella qualità di ciò che si costruisce, introdurre l’uso di nuove tecnologie che rispettano l’ambiente abitato, evitare che la città si frammenti in aree di lusso riservate ai benestanti e zone squallide destinate ai meno abbienti.

Pertanto, siamo convinti che il PUG proposto dall’Amministrazione comunale debba essere sicuramente rivisto:

superando una mentalità puramente speculativa secondo la quale gli spazi pubblici costituiscono solo dei complementi (spesso superflui e ingombranti) rispetto agli interventi edilizi privati, intesi solo come occasioni di guadagno per i costruttori: al contrario gli spazi pubblici, usati e goduti da tutti, devono rendere più bella la città, influenzando e guidando anche le iniziative edilizie dei privati per rendere più gradevole l’uso della città da parte di tutti i suoi abitanti;

evitando che le iniziative edilizie portino ad un consumo irreparabile del poco suolo ancora disponibile, riconvertendo le aree dismesse dalle vecchie fabbriche cercando un nuovo equilibrio urbano grazie a interventi di pregevole qualità;

. dotando la città di “segni” architettonici che ne arricchiscano l’immagine, bonificando le zone più degradate restituendo loro dignità e armonia, riqualificando i quartieri e le zone popolari dotandole di un nuovo arredo urbano, di giardini, di zone destinate al gioco dei bambini, di uffici decentrati del Comune;

. restituendo la città a tutti i suoi abitanti, cioè pensarla e governarla come un ambiente unitario piacevolmente vivibile, facilmente percorribile anche a piedi e in bicicletta, nel quali il verde pubblico sia sempre più esteso e i servizi commerciali distribuiti in modo omogeneo e funzionale sia in centro che nei quartieri;

• aggiornando il piano delle antenne e dei ripetitori alla luce delle nuove normative tecniche e sanitarie e dotare la città di reti telematiche ad alta velocità, monitorando periodicamente la quantità e diffusione delle emissioni elettromagnetiche;

• evitando insediamenti industriali a rischio sul territorio, mantenendo alta l’attenzione per le aziende a rischio oggi esistenti sui territori dei comuni vicini.

Non pensiamo, come si vede, di “bloccare” o ridurre l’attività degli studi di progettazione e delle imprese del settore edilizio, ma di impegnarli in un grande sforzo creativo per recuperare in termini di qualità il patrimonio edilizio esistente e per realizzare (dove ancora sia possibile) interventi edificatori di autentica qualità.

Sentiamo come urgente e indifferibile l’esigenza di superare i campanilismi alimentati in questi tristi anni per costruire una politica di sviluppo e progettazione della “grande città” e di governo del suo territorio che coinvolga tutti Comuni della zona, per affrontare razionalmente insieme e risolvere con un modello “a rete” i problemi della viabilità, dei trasporti, della grande distribuzione commerciale, dei servizi scolastici e sanitari, del verde pubblico, della lotta all’inquinamento.

Una “grande città” del terziario avanzato, allora? No, il territorio può coltivare la legittima e realistica ambizione di accogliere e richiamare una ricca gamma di nuove attività economiche in tutti i settori: industriale, terziario produttivo, commerciale, direzionale, agroalimentare, aiutato in questo dai piccoli e grandi centri di ricerca applicata che dobbiamo aver la forza e l’intelligenza di far nascere a Corato e nelle città adiacenti. Lo ripetiamo perché ne siamo assolutamente convinti: biotecnologie, agricoltura biocompatbile, nanotecnologie, energie rinnovabili, nuova informatica, possono e devono trovare qui un terreno fertile in cui attecchire, creando nuova conoscenza e nuovi posti di lavoro, nuova ricchezza e nuova sicurezza sociale.

Tutto questo non deve però nascere nel chiuso degli uffici comunali e solo per iniziativa di investitori, banche, élite politiche, sganciate dalla comunità. Vogliamo invece contribuire a progettare la Corato del Futuro attraverso:

- un’intensa partecipazione dei cittadini, dei quartieri e delle associazioni, del mondo del lavoro e dell’imprenditoria, dei sindacati, dei centri di ricerca, delle scuole, degli esperti presenti nel nostro territorio;

- l’analisi dei bisogni e delle aspirazioni dei cittadini, in particolare dei più giovani, ai quali verrà consegnata la nuova Corato, come condizione preliminare di ogni progettazione urbanistica e di ogni intervento per lo sviluppo del tessuto produttivo;

- assumere concetti difficili ma decisivi come “perequazione”, “compensazione”, “incentivazione”, considerati strumenti fondamentali per impostare e realizzare il nuovo Piano di Governo del Territorio;

- privilegiare, nel Centro storico iniziative di recupero e riqualificazione dell’esistente anche con l’obbiettivo di non espellere da queste aree i ceti sociali meno abbienti.

Da tutto ciò consegue la necessità di reimpostare completamente di Piano del Governo del Territorio (PGT) e della connessa Valutazione Ambientale Strategica (VAS), in modo da garantire i seguenti criteri che la normativa stessa pone come irrinunciabili: informazione e trasparenza; partecipazione diffusa dei cittadini e delle loro associazioni; sostenibilità ambientale, intesa come garanzia di eguale possibilità di crescita del benessere dei cittadini e di salvaguardia dei diritti delle generazioni future.

Partecipazione e trasparenza dovranno essere le parole d’ordine se si crede veramente alla democrazia partecipata. Noi ci crediamo e lo faremo intervenendo costruttivamente in tutti gli ambienti messi a disposizione dei cittadini da parte dell’Amministrazione comunale, delle forze politiche e delle associazioni. Continueremo a farlo in modo particolare, nelle “consulte tematiche” organizzate dal Partito Democratico e presiedute dai suoi consiglieri comunali sui problemi più importanti, sollecitando –come facciamo da sempre - la pratica del “bilancio partecipato”, partecipando in modo sistematico alle annunciate assemblee di quartiere sui temi che riguardano le diverse zone della città, in primo luogo per ascoltare le istanze dei cittadini e per informare delle decisioni del Sindaco e della Giunta.

La partecipazione, infatti, ha senso solo è accompagnata da un’adeguata, precisa e puntuale informazione: tutto questo oggi è molto relativo, come dimostra la rarissima pubblicazione del bollettino informativo del Comune e la quasi totale assenza di informazione attraverso i giornali on-line locali.

Bisogna invece offrire ai cittadini un’informazione completa e pluralista, sulle grandi questioni comunali, dare voce a cittadini, enti, associazioni, sindacati, organizzazioni del mondo del lavoro, anche quando questi esprimono pareri e proposte sgradite o non condivise dal Sindaco e dalla sua maggioranza, occorre portare ai cittadini la voce di tutti i consiglieri comunali, di tutte le parti politiche. Perciò noi riteniamo che la redazione di un nuovo organo di informazione, su carta, accompagnato da una versione on line, debba essere realizzato al più presto, prevedendo anche la possibilità di interlocuzione da parte dei cittadini.

E’ necessario attivare anche altre forme di comunicazione per informare tempestivamente i cittadini. Si possono installare cartelloni elettronici all’ingresso della città per segnalare tempestivamente ogni tipo di notizia, tanto più se di emergenza, che possa essere di utilità pratica immediata, si possono anche diffondere notizie mediante convenzione con le radio a diffusione locale.

Infine, per favorire la connessione rapida con Internet di tutti i cittadini che fanno uso di computer, si dovrà adottare, non solo per Piazza Sedile, ma per tutto il territorio comunale un sistema di copertura wi-fi di ampio raggio, con possibilità di abbonamento diretto attraverso il Comune a tutti i provider.

Oggi, più che mai, c’è bisogno di testimoniare con i fatti che è possibile governare e servire il nostro Comune in modo efficace e lungimirante, ispirandosi a criteri di equità e giustizia, combattendo ogni forma di privilegio.

Sono queste le basi, a nostro modesto avviso, per la redazione e la realizzazione di un progetto urbanistico serio, credibile, realistico e responsabile. Quello che abbiamo descritto nei limiti di spazio giornalistico non è un libro dei sogni, né un elenco di proclami vuoti e retorici. Non abbiamo interessi personali e di gruppo da proteggere, crediamo, nel bene comune e nella politica come forma di attività tra le più alte e nobili che la comunità umana possa esprimere.

E’ tempo di cambiamento sia per i cittadini elettori che per le forze politiche e amministrative. Se non ora, quando? Domani sarà troppo tardi: il futuro di Corato è già cominciato.

mercoledì 28 marzo 2012

CRESCITA CULTURALE E SVILUPPO TERRITORIALE: COME?

Secondo tutti gli indicatori economici, l’investimento in offerta culturale rende più di qualsiasi altro investimento economico. Negli ultimi anni, nonostante il particolare e notevole impegno della Pro Loco, dell’Archeoclub, del Museo della Civiltà contadina e delle tante associazioni facenti parte della Consulta della Cultura, ci saremmo aspettati un maggiore sviluppo delle presenze turistiche sul nostro territorio durante tutti i mesi dell’anno e non solo in qualche stagione.

Il settore della cultura deve divenire anche strumento per la promozione individuale e collettiva e fattore importantissimo di coesione sociale, oltreché per farsi operatore attivo di meccanismi di sviluppo economico.

Bisogna pensare la cultura non più in termini settoriali e secondo uno schema frammentato, ma come sistema complesso e interrelato, in cui diverse tipologie di prodotto e diverse modalità di consumo concorrono in un’azione di promozione reciproca.

A questo proposito voglio segnalare qui sotto alcuni punti che con gli amici del Forum degli Autori sono costante oggetto di analisi e di riflessione allo scopo di contribuire all’elaborazione di una politica culturale e turistica all’altezza della situazione e dei bisogni urgenti.

Noi siamo convinti che la politica culturale di una amministrazione pubblica deve essere uno dei principali cardini attorno ai quali l’azione politica e amministrativa si deve articolare. Per questo occorre affiancare nuove personalità scientifiche, organizzative e gestionali alle competenze e professionalità esistenti, trattando la cultura come una grande risorsa per lo sviluppo economico del paese e per la creazione di nuova occupazione.

Le offerte e la tutela del patrimonio culturale e artistico di un territorio rappresentano motivo di attrazione da parte di turisti e investitori, oltreché di crescita per i cittadini tutti e il sostegno dell’Amministrazione deve essere massimamente presente e efficace. L’accesso ai presìdi culturali del territorio è un diritto di tutti i cittadini ed è compito della pubblica amministrazione favorire e promuovere interventi e partecipazione.

Crediamo che servano delle mappe e delle rotte precise sulla direzione da prendere nel settore della cultura da parte di un progetto di amministrazione della cosa pubblica. La cultura è una delle principali risorse del nostro territorio e merita di essere il cardine di ogni intervento futuro: cardine di un progetto per un intervento amministrativo, quindi politico.

E’ opportuno ricordare, a questo punto, che il Comune di Corato, insieme a quelli di Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa, Margherita di Savoia, Minervino, San Ferdinando, Spinazzola, Trinitapoli e Trani, ha aderito all’Agenzia Puglia Imperiale Turismo, il cui obiettivo è la promozione del territorio attraverso la destagionalizzazione dei flussi turistici. A questo scopo, il suo presidente, Michele Marcovecchio, ha invitato recentemente tutti gli enti, le associazioni del settore e gli operatori turistici a voler comunicare le eventuali iniziative che saranno realizzate in occasione della XIV Settimana della Cultura 2012, organizzata dal MIBAC per promuovere e valorizzare il Patrimonio culturale italiano dal 14 al 22 aprile prossimo. Ci piacerebbe che la Consulta della Cultura cogliesse l’occasione per fare il punto della situazione e programmare le iniziative più opportune.

Come è noto, molte sono le associazioni che sono impegnate in questa direzione, in particolare quelle interessate alla difesa dell’ambiente, del patrimonio artistico, archeologico e dei talenti locali. L’obiettivo comune non è solo quello di fare rete, ma anche quello di stabilire contatti tra gli specialisti, gli studiosi e i volontari per diffondere la cultura, garantire il rispetto e il recupero dei beni, affinché siano realmente considerati patrimonio di tutti i cittadini. Se i programmi delle altre associazioni sono paralleli o coincidenti con il nostro, saremo lieti di collaborare perché insieme si è più forti e più credibili.

In questi ultimi tempi molto si sta facendo da parte delle tante associazioni culturali alle quali da circa un anno si è aggiunto anche il Forum degli Autori, ma ogni proposta, come spesso avviene nella Consulta della Cultura, partendo da un gruppo riesce a coinvolgere solo un certo numero di cittadini. Da tempo andiamo sollecitando la sottoscrizione di una “Carta dei valori culturali e sociali”, avente come obiettivo di dare vita, attraverso i tre settori del volontariato, dell’ambiente e della cultura in senso lato, alla società coratina, cioè a tutte le realtà nelle quali i cittadini sono inseriti, coordinandone l’attività.

Ogni Associazione continuerebbe a svolgere le specifiche attività, ma per la realizzazione di manifestazioni particolari, di interesse collettivo, potrebbe contare sull’appoggio di tutte le altre Associazioni, evitando così di far coincidere spettacoli o conferenze nello stesso giorno.

Per quanto ci riguarda continueremo a proporre un modo diverso di intendere e di fare politica culturale. Ma perché questo si realizzi effettivamente bisogna essere tutti convinti della necessità di svolgere un ruolo attivo e propositivo, poiché è solo così che so può vincere una sfida tanto importante per il futuro della nostra città.

In conclusione, l’inseparabilità dei valori dell’efficienza, della trasparenza, della cittadinanza attiva, della solidarietà e della sussidiarietà costituiscono il cardine della nostra proposta.


QUALE FUTURO PER TERLIZZI?

Nel baillame elettoralistico di questi giorni, che vede contrapposti quattro candidati sindaci ed una miriade di liste formate da aspiranti consiglieri comunali, l’un contro l’altro armati di manifesti e di slogan, non abbiamo ancora avuto modo di verificare la presenza nelle rispettive dichiarazioni programmatiche di alcune priorità che li renda effettivamente degni di continuare o alternare un’esperienza amministrativa degna di essere ricordata per la quantità di problemi risolti.

E’ aspirazione di tutti vivere in una città piacevole, dove si sviluppi un senso forte di appartenenza ad una comunità, dove l’ambiente urbano sia bello e gradevole, dove l’aria, l’acqua e il suolo non siano avvelenati, dove si possa godere di spazi pubblici accoglienti e di servizi efficienti: una città dove, senza rinunciare ai vantaggi della modernità, risulti preminente l’impiego di nuove fonti energetiche alternative e rinnovabili per conservare e migliorare il luogo in cui viviamo in modo tale da poterlo trasmetterlo più bello, più pulito, più sereno alle future generazioni.

Ci sarebbe piaciuto leggere, ascoltare o essere partecipi per fornire una risposta alla domanda: “Quali sono le priorità che possono o debbono caratterizzare un processo di sviluppo armonico, reale e soddisfacente?

Se avessimo avuto la possibilità di interloquire, così come ci è stato consentito dal Centro Studi “A. Moro – IV Fase”, avremmo risposto in questo modo: le più urgenti riguardano innanzitutto il consolidamento del senso di appartenenza alla comunità locale, lottando contro la disgregazione di una società che rischia di dividersi e frantumarsi a causa della gravità di situazioni economiche personali e familiari sempre più difficili. Bisogna sconfiggere il senso di solitudine dovuto all’assenza di prospettive di avanzamento sociale, all’aggravarsi della precarietà del lavoro che rende sempre più incerta, soprattutto per i giovani, la possibilità di progettare la propria vita. Bisogna contribuire a superare il senso di insicurezza che colpisce soprattutto i deboli, gli anziani, i portatori di handicap, per la diffusione di paure spesso infondate ad opera di politici irresponsabili a caccia di facili consensi.

Crediamo che solo una comunità in cui ci si riconosca e che generi fiducia e rispetto reciproci, può rappresentare un antidoto a queste sofferenze. Solo così si potrà ottenere il riconoscimento dei nostri concittadini per governare nei prossimi anni la città di Terlizzi, avendo come riferimenti ideali irrinunciabili:

la legalità, l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle regole, l’impegno per il bene comune.

L’amore per il nostro territorio e per chi in esso vive e lavora, con un’attenzione particolare ai temi dell’ambiente, della convivenza e dell’integrazione sociale, della difesa delle fasce sociali più deboli, del sostegno all’istruzione e alla cultura, della promozione del volontariato, così da favorire la formazione di coscienze solide e positive e una forte coesione sociale.

La creazione di un rapporto di collaborazione continua fra l’Amministrazione comunale e tutti coloro che operano nel territorio: le organizzazioni del lavoro, delle professioni, dell’imprenditoria, le istituzioni scolastiche, la cooperazione sociale, le associazioni giovanili, le comunità parrocchiali, le associazioni culturali e con tutte le forze che concorrono allo sviluppo sociale, economico e civile della nostra comunità.

La valorizzazione delle risorse culturali e morali offerte alla nostra città dalle migliaia di immigrati onesti e operosi che da tempo contribuiscono a costruire la ricchezza del nostro territorio creando le condizioni perché i loro figli si sentano corresponsabili con i nostri figli di un futuro armonioso e creativo.

La necessità di facilitare, incentivare, sostenere la costruzione di una rete di associazioni al fine di definire, partendo da un rapporto stretto con le stesse, criteri trasparenti di accesso alle risorse (sedi, spazi per attività culturali e sociali, patrocini, contributi), una programmazione coordinata e ragionevole delle iniziative nel tempo e negli spazi.

Da quasi vent’anni, a Terlizzi, sono sempre gli stessi partiti e gli stessi gruppi di potere che governano la città: è giunto il momento di voltare pagina sulla base di proposte alternative, chiare, serie ed oneste. Si dica ai terlizzesi che è tempo ormai di uscire dal torpore, dall’immobilismo; che è giunta l’ora di trasformare il mugugno e le lamentele, nel coraggio del cambiamento, perché l’alternanza al governo delle istituzioni è la prova che una democrazia compiuta è concretamente possibile.

E’ necessario coinvolgere in un grande sforzo collettivo quella che gli esperti chiamano la business-community, cioè gli imprenditori, i sindacati, le associazioni no profit, il volontariato, le forze della cultura, i soggetti che erogano servizi pubblici e privati, per progettare un nuovo futuro, coinvolgendo anzitutto i giovani che devono tornare ad essere protagonisti. Ecco perché dovranno essere convocati subito dopo le elezioni comunali gli Stati generali della città per riflettere tutti insieme sulla gravi crisi attuale e cercare positive vie d’uscita, dando così possibilità di lavoro e di realizzazione personale a tantissimi giovani che guardano con ansia al proprio futuro mettendo a frutto le tantissime specializzazioni e competenze professionali presenti nel nostro territorio. Attraverso efficaci azioni di stimolo e incentivi mirati, il nostro Comune, d’intesa con quelli del nostro comprensorio, potrà così dare nuovo impulso alle attività produttive, al commercio, ai servizi, e perché no? anche a nuove forme di agricoltura biocompatibile,

Sono queste le basi, a nostro modesto avviso, per la redazione e la realizzazione di un progetto serio, credibile, realistico e responsabile. Quello che abbiamo descritto nei limiti di spazio giornalistico non è un libro dei sogni, né un elenco di proclami vuoti e retorici. Non abbiamo interessi personali e di gruppo da proteggere, crediamo, come abbiamo avuto modo di dimostrare nelle passate esperienze di amministratore comunale, di dirigente di partito e di presidente della Consulta delle Associazioni, nel bene comune e nella politica come forma di attività tra le più alte e nobili che la comunità umana possa esprimere.

LA CULTURA COME RISORSA

Nel momento in cui le forze politiche locali si accingono a presentare i rispettivi programmi elettorali ritengo opportuno che si apra un dibattito anche sul versante delle politiche culturali, che al momento non è stato ancora sviluppato con e tra le parti maggiormente interessate.

Secondo tutti gli indicatori economici, l’investimento in offerta culturale rende più di qualsiasi altro investimento economico. Corato negli ultimi anni ha visto un grande sviluppo delle presenze turistiche sul suo territorio durante tutti i mesi dell’anno e grande attenzione da parte dei visitatori è stata rivolta al patrimonio artistico e culturale presente in tutto il suo territorio.

A mio avviso fa pienamente parte del patrimonio culturale della città, assieme ai centri d’arte, ai musei, alle chiese, ai monumenti ed alle collezioni, anche la sua offerta teatrale, di danza e musicale, oltreché i molti laboratori artistici, studi di pittori e artigiani disseminati in città. La politica di un’ amministrazione comunale che avesse a cuore lo sviluppo della città e il benessere dei suoi cittadini, deve necessariamente ripartire dalla politica di valorizzazione dell’offerta culturale.

Il settore della cultura deve divenire anche strumento per la promozione individuale e collettiva e fattore importantissimo di coesione sociale, oltreché per farsi operatore attivo di meccanismi di sviluppo economico.

Bisogna pensare la cultura non più in termini settoriali e secondo uno schema frammentato, ma come sistema complesso e interrelato, in cui diverse tipologie di prodotto e diverse modalità di consumo concorrono in un’azione di promozione reciproca.

A questo proposito desidero segnalare qui sotto alcuni punti che mi sono appuntato in questi ultimi anni circa l’urgenza di una politica all’altezza della situazione e dei bisogni urgenti.

- La politica culturale di una amministrazione pubblica deve essere uno dei principali cardini attorno ai quali l’azione politica e amministrativa si deve articolare. Per questo occorre affiancare nuove personalità scientifiche, organizzative e gestionali alle competenze e professionalità esistenti, trattando la cultura come una grande risorsa per lo sviluppo economico del paese e per la creazione di nuova occupazione.

- Le offerte e la tutela del patrimonio culturale e artistico di un territorio rappresentano motivo di attrazione da parte di turisti e investitori, oltreché di crescita per i cittadini tutti e il sostegno della amministrazione deve essere massimamente presente e efficace.

- L’accesso ai presìdi culturali del territorio è un diritto di tutti i cittadini ed è compito della pubblica amministrazione favorire e promuovere interventi e partecipazione.

- È un dovere di ogni amministrazione educare i giovani e gli studenti alla fruizione della cultura in tutte le sue manifestazioni, promuovendo e agevolando la loro partecipazione alle manifestazioni sul territorio e agevolando la partecipazione attiva e creativa.

- È un dovere della Pubblica Amministrazione agevolare la formazione delle professionalità necessarie per la tutela ed il mantenimento attivo della proposta culturale del territorio e promuovere e stimolare l’attività artistica e culturale dei suoi cittadini.

- È un dovere della Pubblica Amministrazione promuovere l’offerta culturale del territorio attraverso tutti i canali di comunicazione oggi disponibili per aumentare l’indotto economico derivato.

- L’Amministrazione Comunale deve superare la visione dell’ente pubblico che produce direttamente spettacolo o che valuta il valore artistico di artisti o di gruppi, per diventare strumento di distribuzione di servizi e di coordinamento del comparto.

- L’Amministrazione Comunale deve promuovere le potenzialità degli artisti e dei professionisti tecnici presenti nel suo territorio, e deve offrire la possibilità a tutti i cittadini di poter crescere e confrontarsi in qualsiasi ambito artistico o culturale.

Credo che servano delle mappe e delle rotte precise sulla direzione da prendere nel settore della cultura da parte di un progetto di amministrazione della cosa pubblica. La cultura è la principale risorsa del nostro territorio e merita di essere il cardine di ogni intervento futuro: cardine di un progetto per un intervento amministrativo, quindi politico.